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Gli Emirati Arabi sanno che il petrolio finirà: il turismo è il nuovo oro nero
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 10:35:42 +0000 di Antonio Leggieri

“Diffondi l’amore, non il Corona”. È con questa formuletta di marketing che il Reform Social & Grill di Dubai – gastropub del gruppo Gates Hospitality – sta incentivando i clienti a sedere ai suoi tavoli, offrendo sconti a chi è già stato vaccinato contro il Covid-19: 10% in meno sul conto se si è fatta la prima iniezione, 20% se è stata inoculata la seconda. Ovviamente, “proof of vaccine is required”: la prova della vaccinazione è obbligatoria, sennò niente sconto.

Cartelli come questo se ne vedranno sempre di più a Dubai, anzi, in tutti gli Emirati Arabi Uniti, uno di quegli Stati che ha scelto di non chiudere le proprie frontiere, così da continuare a richiamare turisti da tutto il mondo nonostante la pandemia.

Lo scorso luglio le autorità degli Eau hanno disposto la ripresa graduale dei collegamenti aerei con diverse destinazioni tra cui l’Italia, ripristinando la tratta quotidiana tra Milano Malpensa e Dubai. Nel momento in cui viene scritto questo post, il 27 gennaio 2021, per entrare nella città araba occorre presentare solo un test Pcr negativo al Covid, effettuato non più di 96 ore prima della partenza. La quarantena – obbligatoria solo se il test è positivo – è a proprie spese a meno che non si sia viaggiato con la compagnia di bandiera Emirates, che copre i costi medici e di soggiorno per i suoi passeggeri in caso di positività all’arrivo.

Inutile dire che in tanti ne stanno approfittando. Secondo Internazionale, “turisti russi, francesi e statunitensi dichiarano di sentirsi perfettamente al sicuro, persino più che nei loro paesi di provenienza”. Anche dal Belpaese le partenze alla volta del Burj al-Arab (l’hotel a forma di vela simbolo della monarchia) non sono mancate. Le più discusse sono state, neanche a dirlo, quelle che hanno visto protagoniste le influencer: la napoletana Chiara Nasti, già blastata da Selvaggia Lucarelli; Taylor Mega, che si è difesa dicendo di essere lì per lavoro e di non aver fatto cene nei locali cool; una certa Ilaria Gallozzi: “Se sono qui a Dubai è anche per aiutare mia madre a pagare l’affitto”.

Chiude questo parterre de roi un’altra creatrice di contenuti fashion, Veronica Ferraro, che negli ultimi giorni ha condiviso con i suoi millemila followers scatti arabeggianti in compagnia del fidanzato personal trainer.

Sia chiaro: non c’è nulla di illegale in tutto ciò. A Dubai il turismo è consentito e gli ingressi dall’Italia sono permessi, se si viaggia per lavoro. Ma era proprio necessario andarci ora per fare degli shooting in déshabillé? Un po’ più di mestizia non sarebbe stata opportuna?

Ma torniamo agli argomenti rilevanti. Nonostante gli Eau abbiano somministrato due milioni di dosi di vaccino su una popolazione di 10 milioni di persone – una delle campagne più vaste al mondo dopo quella di Israele – da luglio i numeri delle infezioni sono in crescita costante. Su scala nazionale il numero dei contagi è raddoppiato nel periodo 1-27 gennaio, registrando una media settimanale di 3.500 casi quotidiani. Così, negli ultimi giorni, c’è stata una stretta: da dieci il numero consentito di persone sedute ai tavoli dei ristoranti è sceso a sette. Anche la distanza tra tavoli è aumentata: da due a tre metri.

D’altronde, gli Eau sono ben consapevoli che prima o poi il petrolio finirà. È per questo che nel 2016 hanno formalizzato il programma Vision 2030, presentandolo come una rivoluzione che punta a diversificare l’economia e la società, creando nuove opportunità di lavoro e innalzando la qualità di vita attraverso l’introduzione di una serie di obiettivi, tra cui figurano “l’aumento della percentuale di persone che fanno esercizio fisico almeno una volta alla settimana, dal 13% al 40%” o “l’aumento dell’aspettativa di vita media, passando dai 74 agli 80 anni”. Peccato che tutte le monarchie arabe siano ancora terribilmente indietro per quanto riguarda il rispetto dei diritti delle persone Lgbt. Arriverà anche il momento di infrangere questo tabù, oltre alle direttive sulla forma fisica dei sudditi?

Ciò che è certo è che, volenti o nolenti, gli Eau hanno individuato nel turismo l’oro nero del futuro. Nel 2019 Dubai aveva accolto 16 milioni di visitatori e ne prevedeva 20 milioni per il 2020, anno in cui sarebbe dovuto iniziare l’Expo, slittato a ottobre 2021. Quest’ultima data, ad oggi, è confermata: ciò significa che nel giro di pochissimi mesi, se non di settimane, il paese (non è il solo, è bene dirlo: basti pensare alle Maldive) farà di tutto per creare dei corridoi aerei Covid- free, forte di un’immunità di gregge che sembra molto più prossima di quella che si prospetta negli Stati Ue.

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Giustizia & Impunità
Gregoretti, il gip Sarpietro: “Conte fondamentale per eventuale rinvio a giudizio di Salvini”
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 10:33:17 +0000 di Manolo Lanaro

“Se mi aspetto risposte chiare da Conte per l’eventuale rinvio a giudizio di Salvini? Penso che il premier abbia una posizione chiave in questo momento e credo sia l’unico che ci possa dare delle indicazioni fondamentali per l’eventuale rinvio a giudizio di Salvini nell’ambito del processo Gregoretti”. Lo ha detto il gip di Catania, Nunzio Sarpietro, arrivando a palazzo Chigi per ascoltare il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, come persona informata sui fatti, nell’ambito del procedimento Gregoretti per la richiesta di rinvio a giudizio dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

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Attualità
Michele Guardì in esclusiva per FQMagazine: “Così ho scoperto Mara Carfagna. Volpe-Magalli? Ho fatto un passo un indietro. Frizzi è stato come un figlio per me”
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 10:32:33 +0000 di Giuseppe Candela

Ha visto passare una ventina di direttori generali, una quantità di governi che neanche si possono contare. Guardì è sempre al suo posto. Lo ammetta lei è un uomo di grande potere.”I direttori generali per essere precisi sono 19. Il potere mi proviene dal fatto che ho sempre azzeccato i programmi che facevo, le assicuro che se li avessi sbagliati mi avrebbero detto di tornare a fare l’avvocato.” Tra pochi mesi Salini lascerà la Rai, potrebbe essere il suo turno. “E’ una cosa che sento dire spesso anche a Baudo e Costanzo. Ci sono mestieri che sono diversi, io so fare l’autore e il regista, il direttore generale è un altro lavoro. Io non ho il talento del direttore generale.” Regista, autore, ideatore dei titoli di maggior successo: uno dei papà del piccolo schermo. “Un giornalista de L’Espresso mi diceva che non era divertente fare interviste con me perché non parlavo male di nessuno. Io amo parlare bene, al massimo su quello che non mi piace taccio”, dice Michele Guardì dopo quaranta minuti trascorsi insieme in cui non si è sottratto a nessuna domanda.

Guardì, come sta la tv oggi?
“Come l’Italia, un momento di difficoltà. La televisione è da sempre lo specchio del nostro paese, rappresenta quello che sta succedendo nella vita. I Fatti Vostri rappresenta la piazza, nella piazza ci sono le gioie, i dolori, attraverso il jukebox passano le canzoni del momento, attraverso i giornali passa l’attualità.”

I Fatti vostri in onda da più di 30 anni, per alcuni simbolo di una tv provinciale.
“Io mi vanto di essere un provinciale, la provincia è quella che spiega nel dettaglio le singole identità. Quando sono arrivato a Roma avendo frequentato molto da vicino l’arciprete e il segretario del partito del mio paese, io vedevo nelle massime autorità, dal Papa ai leader di partito, le identità ingrandite di quei personaggi. Andreotti venne da presidente del Consiglio ai Fatti Vostri: ‘Vedo con piacere che lei non ha nei miei confronti l’arroganza di quelli che non mi amano e nemmeno la sottomissione imbarazzante di quelli che mi temono’.”

Aldo Grasso dice che lei fa una bruttissima tv e che ha involgarito il servizio pubblico. “Sta sempre con chi vince, cadendo sempre in piedi”.
“Io non entro in confronto con Aldo Grasso che ha una amarezza esistenziale, esprime dei giudizi personali. Non mi interessa quello che dice, a me interessa fare una televisione che rispetti le famiglie. La critica può dire quello che vuole ma io voglio raggiungere le madri di famiglia, i figli, voglio parlare al cuore della gente. Se questo a qualche critico non piace mi dispiace per il critico ma mi fa piacere per me.”

Com’è lavorare da mesi con una pandemia in corso?
“Già portare fisicamente gli ospiti in studio è una vera impresa, devo dire che Giovanna Flora e Rory Zamponi sono le colonne portanti di un programma che quotidianamente ottiene risultati a lei noti (sopra l’8%, ndr). Io provo tantissimo ma la macchina è così oleata che si può andare in onda così in diretta, so immaginare quello che avverrà. È come guidare una macchina che conosci perfettamente ma se non c’è una squadra forte la macchina non cammina.”

Magalli bravo e ironico, vero punto fermo della trasmissione.
“Magalli è superstite di un mondo che si sta perdendo. Davanti alla telecamera è bravo come pochi, lo avvisi due minuti prima di una nota e lui gestisce tutto con autorevolezza.”

Con Samantha Togni va d’accordo?
“Basta guardare, certo che va d’accordo.”

Adriana Volpe è alle prese con il flop di Ogni Mattina su Tv8. Lo ha visto?
“Sinceramente non vedo il programma e non so come si svolga, se debbo dirle mi dispiace che non le stia andando un po’ meglio perché mi affeziono alle persone con le quali lavoro. Spero sempre che vada bene per tutti.”

La lite con Magalli va avanti mediaticamente da anni. Lei che è capace di unire mondi non è riuscito a far scattare la pace?
“Quando si mettono in mezzo dei lati caratteriali è complicato. Io ho fatto l’avvocato, so che al di là di ogni logica c’è un istinto e un’identità che è difficile piegare persino alla logica. È per questo che io in questa vicenda sono stato sempre, pubblicamente in particolare, un passo indietro. Entrare in quelle logiche personali che mi sfuggono francamente mi addolorava e mi faceva sentire fuori posto.”

Ha accolto Salvo Sottile ai Fatti Vostri dopo l’esclusione da Rai3, ne ha parlato con Di Mare?
“No, perché avrei dovuto parlarne? Sapevo che non stava lavorando, ne ho parlato con il direttore di Rai2. Lo stimo molto, mi piaceva quello che faceva e lo abbiamo preso.”

Timperi dopo l’esperienza poco fortunata a La Vita in Diretta è tornato a casa. Dicono che i rapporti tra lui e Monica Setta siano inesistenti.
“Lei deve sapere che quando si lavora in coppia si stabilisce un rapporto in cui inizialmente possono esserci delle piccole frizioni. Marcello Marchesi diceva sempre che il problema non è mai scrivere una bellissima scenetta, è riuscire mettere d’accordo quelli che la devono interpretare.”

Frizioni che rientrano.
“Ma sì, non direi frizioni, punti di vista. Neanche a me arrivano completamente, ne sento parlare come lei. Non mi sono mai trovato a dover risolvere tra loro una controversia.”

I suoi inizi tra cabaret e una laurea in legge.
“Alle medie recitavo San Tarcisio, cresciuto a pane e teatro. I miei genitori volevano il famoso pezzo di carta e avevano ragione. Dopo il concorso ho cominciato a frequentare uno studio legale, facevo il piccolo avvocato per conto mio. Contemporaneamente già da studente facevo gli spettacoli di varietà, il presentatore, l’autore e aprii un cabaret insieme a mio cugino Enzo Di Pisa ad Agrigento. Ci fu un certo interesse dalla Rai Sicilia che ci mise in contatto con Duccio Musumeci, con lui facemmo programmi, Pippo Baudo era suo amico. Pippo ci propose il programma Secondo Voi dedicato alla lotteria di Capodanno, c’erano altri debuttanti: Fioretta Mari, Tullio Solenghi e Beppe Grillo che aveva trovato in un cabaret di Genova.”

Poco dopo l’incontro con Antonello Falqui.
“Pino Caruso era tra gli ospiti, stava preparando un programma con Antonello Falqui, ci mise in contatto con lui e nacque una bellissima collaborazione.”

Quando ha capito che questo poteva essere davvero il suo lavoro?
“L’ho sempre pensato, da quando ho iniziato a fare la radio a Palermo. Ho sempre detto che era la mia strada con una determinazione a limite della logica. Mi misi in viaggio per Roma con la Bmw grigia di seconda mano, sopra nel portabagagli una cassa di legno con i vestiti miei, di mia moglie e del bambino. Sapevo che partivo per una nuova avventura, un lavoro che avrei continuato a fare. Ero ottusamente determinato.”

Scommettiamo che con Frizzi e Carlucci divenne un vero fenomeno.
“Mi divertiva l’idea, conobbi il format tedesco alla Rosa d’Oro. In uno stand c’era gente che rideva e si divertiva, pensai che riadattandolo poteva diventare una bella prima serata. Costava 60 milioni, i dirigenti non erano convinti. Dissi a mia moglie, il mio angelo custode, che avrei comprato i diritti con dei soldi che avevo in banca e altri li avrei trovati facendo un prestito. Proposi il programma l’anno successivo a Salvi e Maffucci, fu un boom clamoroso. Alla prima battemmo la Corrida, dopo gli ascolti Frizzi chiamò Corrado scusandosi, quasi dispiaciuto.”

Portò Frizzi in prima serata su Rai1 a soli 30 anni alla conduzione di Europa Europa. Oggi sarebbe inimmaginabile.
“Ci fosse un altro Frizzi sarebbe immaginabile. Fabrizio è stato come un figlio che ho portato per mano, grazie a lui ho avuto il successo che ho avuto, faccio delle bellissime macchine ma senza un bravo pilota non camminano. Ricordo di lui la sua umanità reale, la sua sincerità e semplicità. Quando venne a fare I Fatti Vostri stava fino a tardi la sera in redazione a riguardarsi i copioni, a studiare i personaggi. Una gran bella persona e gran professionista.”

Nei giorni scorsi Amadeus in un’intervista l’ha ringraziata per averlo aiutato in un momento difficile della sua carriera.
“Amadeus non stava lavorando dopo una complicata esperienza a Mediaset, io l’ho preso perché era bravo. Siamo stati felicissimamente insieme sette anni, mai un problema, mai una discussione. Sempre col sorriso, un grande professionista. Lavorare con Amadeus è stata una delle gioie della mia vita.”

Dicono che lei ha un caratteraccio.
“È vero, pretendo da me il massimo e lo pretendo dagli altri. Il lavoro per me è una missione, per caratteraccio intendo questo e non sono indulgente. Poi girate le spalle quando le cose non funzionano qualcuno dice: ‘Qui ci vorrebbe Guardì’.”

In una vecchia intervista disse: “Cinque minuti prima di andare in onda Giletti svenne. Si è sentito sopraffatto da me e non ha retto. Non mi è nemmeno dispiaciuto”. Sadico.
“Non l’avrò detta così, intendevo che capivo che potevo determinare lo scompenso ma pretendevo delle cose, non volevo farlo svenire. Se lei oggi parla con Giletti le dirà, come dice a molti, che mi ringrazia.”

Marano da direttore di Rai2 voleva chiudere i suoi programmi. Ora ha lasciato l’azienda, avete fatto pace?
“Marano quando mi ha incontrato la prima volta mi ha detto: ‘Io sono qui perché voglio far fuori il suo programma’. E io gli ho detto: ‘Proverò a dimostrarle che sbaglia’. Dopo tre anni siamo diventati amici e ha detto: ‘Per capire come muoversi in Rai parlate con Guardì’. Io posso capire che chi arriva può aver voglia di cambiare, loro difendono quello che hanno in testa e io il mio lavoro. Alla lunga l’ho avuta vinta io, non perché sono prepotente ma perché i fatti dicono che, piaccia o meno ai critici, questo tipo di televisione è quella che la gente vuole.”

Freccero ha chiuso Mezzogiorno in Famiglia, gli ascolti in quella fascia sono crollati. Ammetta che ha goduto.
“Io non godo mai delle disgrazie altrui, mi compiaccio quando posso dei miei successi. Anche Freccero quando se ne è andato mi ha spiegato che era solo una questione di budget. Non entro nella logica del direttore, io non sono il padrone della Rai ma ha sbagliato clamorosamente.”

Le piacerebbe riaccendere quella fascia?
“Ho apprezzato il piacere del riposo il sabato e la domenica, al momento me la sto godendo e sinceramente non mi dispiace.”

Con Ludovico Di Meo come va?
“Siamo amici, quando facevo Unomattina lui era collaboratore ai testi. Mi ha chiesto delle cose che ho assecondato in parte, lavoriamo bene insieme. Io non ho mai avuto scontri con i direttori di rete, tranne Freccero. Aveva delle cose anche isteriche in testa. Dal suo punto di vista aveva ragione, le ragioni degli altri nella nostra società non si sentono ed è un errore clamoroso perché esistono.”

Quante segnalazioni e raccomandazioni riceve?
“Oggi quasi zero perché si è scoperto che non sono particolarmente sensibile alle segnalazioni. Ne ricevevo molte quando facevo i varietà del sabato sera, c’era sempre qualcuno che aveva una brava ballerina o una soubrette da lanciare. Quando le provinavo e non erano in grado dimostravo che era inutile la segnalazione.”

Miriam Leone da Unomattina in famiglia ad attrice apprezzata. La sente ancora?
“Sinceramente no, la apprezzo molto. Ha avuto la forza di lasciare il certo per l’incerto. Ha avuto uno straordinario successo, un coraggio che è stato ripagato. Io l’avevo conosciuta a Unomattina Estate, ero ospite per parlare di Bramieri, mentre parlavo mi interrompeva continuamente, mostrò carattere. Le dissi l’anno prossimo lavorerai con me.”

Ha creato Unomattina, ha lavorato a Domenica In, ha curato i grandi show del sabato sera. Nel suo curriculum manca Sanremo.
“Un direttore che ora non c’è più anni fa mi aveva chiesto di fare Sanremo, ero al massimo di successo. Lavorai al progetto, alla prima riunione mi disse: “Ho già i nomi delle presentatrici, ci devono essere per forza”. Finsi di aver dimenticato la cartella e andai via.”

Ha lavorato con Barbara D’Urso, le piace questa sua evoluzione a Mediaset?
“Io amo ricordare come lavoravamo insieme, adesso lei ha questa sua cifra che non critico ma non sposo. Anche in quello è bravissima.”

Mara Carfagna da conduttrice di Piazza Grande a Ministro, perché la scelse?
“L’avevo notata a Miss Italia, avevo sentito una sua intervista. Ero lì in giuria, avevo accettato perché c’era come presidente Mike Bongiorno. Le chiesi se voleva fare la partecipante a Domenica In e da lì è iniziato il nostro rapporto di collaborazione.”

Ora è un politico di spicco del centrodestra.
“È stata abilissima, è entrata lentamente in silenzio, ha studiato. Credo abbia sofferto anche molto ma oggi ha una sua visibilità apprezzabile.”

È stato consigliere comunale in quota Dc, fanfaniano. Oggi che ha rapporto ha con la politica?
“Sono un democristiano non pentito, siccome la Democrazia Cristiana non c’è più adesso voto puntando sulle persone.”

Stefania Orlando al Grande Fratello Vip sta riscuotendo parecchi consensi. Lei la segue?
“Sinceramente no ma leggo con piacere, vedo che sta andando bene e mi compiaccio.”

È sempre molto devoto a San Calogero?
“Mentre parlo con lei ho due statue di San Calogero davanti a me. È un momento dello spirito, ricordo quando andavo a trovare Andrea Camilleri a casa sua, lui era notoriamente ateo ma nella sua stanzetta aveva la statua di San Calogero. “A me San Calogero mi piace assai, non te lo so spiegare”, mi diceva. Vale anche per me.”

A giugno compie 78 anni, da 50 la tv è nella sua vita. La pensione può attendere?
“Io non andrò mai in pensione, casomai in un grande albergo”.

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A chi devo praticare un rapporto orale per lavorare in Rai? (2 la vendetta)
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 10:30:20 +0000 di Jacopo Fo

Il mio intervento a Non è la l’Arena di Massimo Giletti ha creato scalpore. Miracoli della televisione e del talk show molto seguito… nel 2018 avevo pubblicato un articolo con la stessa frase che aveva ottenuto minor eco.

Quantomeno a questo punto il governo non può dire che non gli è stato detto.

La questione è semplice e credo che pochi possano contestare che vi sia un problema. Qualche anno fa emerse lo scandalo Vallettopoli, che rese evidente un mal costume stranoto, quello dei favori sessuali richiesti da funzionari televisivi e politici in cambio di lavoro.

Ma al di là del mercinomio sessuale credo sia evidente anche ai sassi che la Rai viene gestita in modo tale che il pubblico non ha voce se non nei dati fragili forniti dal sistema di rilevamento degli ascolti.

Chiaramente ci sono funzionari che sono grandi professionisti che danno spazio alla sperimentazione di nuove idee e nuovi talenti e altri che preferiscono seguire la loro passioni stilistiche (il che è legittimo) e altri che si sono creati baronie e sistemi di scambio che hanno lo scopo di favorire la loro carriera personali (e anche questo, anche se sgradevole, non lede nessuna legge) ci sono poi quelli che cercano di trarre utilità illegittime (che sian soldi, assunzioni di amici o giovani carni).

Ma al di là del mal costume, resta il problema che il maggior danno ai cittadini vien fatto quando una televisione di Stato non è aperta, cioè non ha provveduto a creare un percorso di accesso per attori, registi, autori, sceneggiatori eccetera.

E non mi si dirà, spero, che i talent ottemperano a questa necessità.

Il talent è un format certamente positivo perché offre ad alcune professionalità l’occasione di emergere, ma se sono un regista o un autore di documentari, o un attore, non ho certo modo di mostrare le mie capacità in 60 secondi di esibizione.

Quel che chiedo, ormai da anni, è che venga creato un percorso che permetta a chi ha prodotto video di successo sul web, di sperimentare la propria capacità essendo messo in condizione di produrre una piccola trasmissione, a basso costo, che verrà poi trasmessa sui canali secondari Rai. Se qui avrà successo, il gruppo che l’ha prodotta potrà avere un incarico per un programma trasmesso nelle ore notturne o al pomeriggio su Rai 3. Se anche qui funziona otterrà uno spazio in terza serata e così via fino ad arrivare alla prima serata.

Non dico che TUTTI i programmi Rai debbano essere prodotti in questo modo, sarebbe uno schiaffo alla professionalità di molti funzionari che fanno in modo eccellente il loro lavoro. Ma credo che a questo sistema di accesso si potrebbe dedicare almeno il 20% della programmazione. Così si svilupperebbe un vivaio di talenti con grande vantaggio per la cultura e per telespettatori e radioascoltatori.

E già che ci siamo vorrei parlare della situazione drammatica di chi fa spettacolo. Le attività di attori, cantanti, ballerini e degli altri lavoratori è azzerata causa Covid. Ma mi chiedo se finita l’epidemia vogliamo ritornare alla situazione passata.

Vorrei osservare che una parte dei teatri di Stato e di quelli gestiti dal potere locale sono gestiti in modo inaccettabile. Ci sono teatri che propongono stagioni di grande successo ma anche teatri che perdono un mare di soldi. Ogni anno la collettività paga decine di milioni di euro (mi farebbe piacere sapere quanti) per pareggiare i bilanci di questi teatri più o meno pubblici. Quindi, ogni cittadino oltre al canone Rai paga un canone invisibile teatrale. Ottimo dirai tu: finanziamo la cultura! Il teatro è un elemento essenziale per l’Italia!

Giusto. Ma anche qui vorrei un po’ di trasparenza in più e un sistema di validazione della qualità e dei costi. Se guardi la programmazione di questi teatri in perdita ti accorgi che gli attori che riempiono le sale spesso non vengono ingaggiati manco dipinti, mentre milioni di euro vanno a volte a mantenere autori, registi e attori che le sale non le riempiono anche se sono incensati da alcuni critici, che magari poi vengono premiati nelle manifestazioni organizzate dai teatri stessi o da loro emanazioni.

E mi stupisce che nei bilanci dei singoli spettacoli, visibili in rete grazie alla benemerita pubblicazione dei bilanci, vengano citate molte professionalità: consulente alla regia, consulente ai costumi, consulente alle scenografie, consulente a vattelappesca… Ho seguito la realizzazione di decine di spettacoli, e non solo della mia famiglia, e tutti questi consulenti non li ho mai visti. Se poi con questa pletora di geni riuscissero a riempire i teatri…

Ma al di là di questo tasto doloroso c’è la questione dell’accesso ai teatri di nuove idee e nuove compagnie. Anche qui non esistono percorsi possibili. E questo perché c’è una gestione dei teatri tale (spese generali, gran numero di addetti indispensabili, ecc.) che per una scuola che deve fare un saggio o per una compagnia che vuole esibirsi, non è neanche possibile affittare il teatro e recitare fuori dalla programmazione. L’affitto di una sera costa un botto! Ma non sarebbe meglio trovare una formula per affittare i teatri a basso costo quando non li si usa? Non sarebbe questo un modo per favorire nuovi talenti e nuove idee? Se vuoi campioni del calcio devi costruire campetti di calcio, se vuoi grandi teatranti deve aprire i teatri!

Infine: sono stato in Danimarca a lavorare nelle scuole. Lì lo Stato paga decine di compagnie e gli studenti vedono uno spettacolo teatrale al mese. Una distanza stellare rispetto a noi. Possiamo risparmiare un po’ di soldi destinati agli spettacoli d’élite e spenderli per portare il teatro nelle scuole?

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Attualità
“Amadeus e Fiorello pronti a lasciare il Festival di Sanremo”
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 10:27:20 +0000 di F. Q.

Dopo il confronto tra la Rai e le autorità locali liguri sui protocolli di sicurezza con le misure da rispettare in base all’ultimo Dpcm, nell’attesa di linee guida più specifiche da parte del Cts, sembrava che la questione del pubblico (figuranti) al Teatro Ariston per il prossimo Festival di Sanremo 2021 (dal 2 al 6 marzo) si fosse risolta. Ma a sparigliare le carte in tavola è arrivato il ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini che questa mattina è intervenuto su Twitter mettendo di fatto un veto alla presenza del pubblico a Sanremo. Un fulmine a ciel sereno, che ha agitato le acque già mosse a Viale Mazzini, tanto che “voci insistenti” raccolte dall’Adnkronos e confermate anche dal sito Dagospia riferiscono come Amadeus sia pronto a rimettere il suo mandato di direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo.

Le indiscrezioni raccolte all’interno della squadra del Festival sostengono che sia il conduttore che anche Fiorello starebbero valutando di lasciare, dopo le polemiche delle ultime settimane culminate con le parole twittate dal ministro Franceschini sul divieto ai figuranti in sala per il Teatro Ariston di Sanremo. “Il Teatro Ariston di Sanremo è un teatro come tutti gli altri e quindi, come ha chiarito ieri il ministro Roberto Speranza, il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile”, è stata la presa di posizione del Ministro.

Amadeus e i suoi, che hanno sempre parlato della difficoltà per gli artisti di esibirsi davanti ad un teatro vuoto, avrebbero sottolineato come ieri il ministro della Salute Speranza – citato da Franceschini nel suo tweet – non abbia parlato di figuranti, come ha fatto invece il titolare dei Beni culturali, le cui parole sono state dunque interpretate come un attacco diretto al Festival. Dal momento che – si fa notare da ambienti vicini alla kermesse musicale – molti altri programmi tv vanno in onda regolarmente con il pubblico in studio. Ma, secondo Dagospia, ci sarebbero anche “altre motivazioni (per ora misteriose)” dietro quella che viene definita la “sparata” di voler lasciare il Festival.

Nel dibattito è intervenuto anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che, ai microfoni di Radio Capital, ha dichiarato che “per serietà bisognerebbe aspettare qualche giorno prima di parlare di pubblico. Bisogna capire agli inizi di Marzo come sarà la situazione del Paese. Se cambierà la legislazione a fine febbraio sarà consentito anche a Sanremo avere qualche libertà in più, riaprendo poi anche i teatri. Se poi il paese si trovasse a Marzo con una nuova ondata di casi, sarebbe un ossimoro pensare a un Sanremo come tutti gli altri anni”.

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Tecnologia
Sony SRS-XB12, altoparlante Bluetooth in offerta su Amazon con sconto del 34%
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 10:25:20 +0000 di Tom's Hardware per il Fatto

Se siete alla ricerca di un altoparlante Bluetooth economico, non potete farvi scappare l’offerta del giorno di Amazon. Lo speaker Sony SRS-kXB12 è disponibile a 39,90 euro anziché 60 euro grazie ad uno sconto del 34%. Una cifra che rende la proposta di Sony estremamente interessante. È acquistabile in diverse colorazioni: Blu, Grigio, Nero, Rosso, Verde e Viola.

Sony SRS-XB12 è apprezzato da molti per la sua resistenza, potenza e compattezza. Pesa solo 243 grammi e ha un’altezza di appena 92 mm. Numeri che lo rendono perfetto per essere traportato ovunque. Nonostante le dimensioni compatte, la qualità audio è di alto livello grazie a un particolare sistema che migliora la profondità dei bassi per un suono ottimizzato e piacevole.

La resistenza è uno dei grandi punti di forza. Potete utilizzare lo speaker in ogni situazione: dal mare alla montagna passando per la piscina. Sony SRS-XB12 resiste alla polvere ed è impermeabile. Può essere immerso in acqua fino a 1 metro di profondità. Non avrete più nessuna preoccupazione anche grazie a un’autonomia di ben 16 ore di utilizzo. Inoltre, potete utilizzare una cinghia rimovibile per appenderlo dove preferite.

È facile da configurare. L’accoppiamento con il vostro smartphone avviene in automatico. Se siete amanti dell’effetto stereo e desiderate un suono più potente, potete associare due Sony SRS-XB12 semplicemente premendo l’apposito pulsante.

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Politica
Governo, Unterberger (Autonomie): “Avanti con Conte, ha lavorato bene. È europeista e attento alle minoranze” – Video
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 10:03:24 +0000 di Agenzia Vista Alexander Jakhnagiev

La nostra preferenza è per Conte, che ha lavorato bene e ha garantito unità. È europeista ed è stato attento alle minoranze”. Così Julia Unterberger, presidente del gruppo per le Autonomie, dopo l’incontro con Sergio Mattarella nel secondo giorno di consultazioni. Il gruppo parlamentare ha rinnovato la fiducia a Giuseppe Conte dopo i voti in Camera e Senato.

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Economia
Lotteria degli scontrini, si parte dall’1 febbraio. Come partecipare e quanto si vince: ecco il vademecum dell’Agenzia delle entrate
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 09:58:19 +0000 di F. Q.

Dopo alcuni rinvii, l’1 febbraio partirà la lotteria degli scontrini. La prima estrazione mensile dovrebbe essere fissata venerdì 12 marzo. Ma questa data potrebbe non essere valida per tutti. La partenza dell’iniziativa voluta dal governo per incentivare gli acquisti ‘cashless’ non sarà la stessa per tutti gli esercizi commerciali: sarà concesso più tempo agli operatori per allinearsi. Come previsto dal decreto Milleproroghe, la segnalazione da parte dei consumatori di eventuali rifiuti da parte dei commercianti ad acquisire il codice lotteria scatterà soltanto dall‘1 marzo. Inoltre, ci sarà tempo per gli esercenti fino all’1 aprile per aggiornare i registratori telematici alla trasmissione dei corrispettivi.

Come ottenere il “codice lotteria” – Per partecipare alla Lotteria degli scontrini bisogna essere in possesso di un “codice lotteria”, che è personale, e che bisogna salvare e portare con sé. Al momento dell’acquisto cashless, si mostra il codice al negoziante che lo abbina allo scontrino. Per ottenere il proprio “codice lotteria”, bisogna accedere all’apposita piattaforma online del Portale lotteria dell’Agenzia delle Entrate. Qui basterà digitare il proprio codice fiscale per ottenere il codice alfanumerico e sotto forma di codice a barre.

Con quali acquisti si può partecipare – Sono validi tutti gli acquisti per importi pari o superiore a 1 euro fatti con strumenti di pagamento elettronici, quindi ‘cashless‘ (carte di credito, bancomat, prepagate, e altri). Esclusi dall’estrazione gli acquisti fatti pagando in contante, i pagamenti ‘misti’ (una parte saldata in contante e una parte con la carta), quelli fatti online, se si paga con ticket restaurant e gli acquisti per i quali il cliente fornisce il proprio codice fiscale per beneficiare di deduzioni e detrazioni fiscali (come nel caso dei medicinali).

Cosa devono fare i negozianti – Esercenti e commercianti dovranno verificare che il registratore telematico sia adeguato per acquisire il codice lotteria e per trasmettere i dati. Dovranno informare i clienti della presenza o meno di un registratore di cassa adeguato, con un simbolo o un logo sulla vetrina, un “bollino blu” che faccia capire ai clienti che presso il loro esercizio si può partecipare alla lotteria.

Come funzionano le estrazioni e a quanto ammontano i premi – La Lotteria prevede estrazioni mensili e annuali e saranno programmate anche estrazioni settimanali, ancora da decidere. Con ogni scontrino il cliente può partecipare a tutte e tre le estrazioni, sia all’estrazione settimanale, sia a quella mensile e all’annuale. I premi, che sono destinati sia al consumatore sia al negoziante, non sono assoggettati a nessuna tassazione. La vincita viene corrisposta tramite bonifico o assegno circolare non trasferibile. Ogni settimana ci saranno 15 premi da 25mila euro ciascuno per il consumatore e 15 premi da 5mila euro ciascuno per l’esercente. Ogni mese ci saranno 10 premi di 100mila euro ciascuno per il consumatore e 10 premi di 20mila euro ciascuno per l’esercente. Ogni anno 1 premio di 5 milioni di euro per il consumatore e un premio di 1 milione di euro per l’esercente.

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Cronaca
“Deve darci tutto l’oro, sennò non riusciamo a salvare sua figlia”: sgominata banda dedita alle truffe per anziani. Le intercettazioni
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 09:52:05 +0000 di F. Q.

La polizia sta eseguendo arresti e perquisizioni, a Novara e in provincia, nell’ambito dell’operazione denominata ‘Cara Nonna Droga Babciu’ nei confronti di un’associazione a delinquere, a carattere transnazionale, dedita alla commissione di truffe aggravate nei confronti di persone anziane e vulnerabili. Le indagini della Squadra Mobile hanno portato ad accertare che il gruppo criminale, con sede logistica in Polonia e centrale operativa a Novara, si è reso responsabile di oltre 50 truffe nelle province di Novara, Vercelli, Como e in territorio elvetico. Le truffe venivano realizzate con il noto metodo del ‘Caro Nipote’, simulando incidenti inesistenti o familiari in pericolo di vita per infezione da Covid-19. Altre informazioni verranno fornite nel corso di una conferenza stampa in programma in mattinata.

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World News
Arrestata la vincitrice di un noto programma di cucina: “Ha ucciso la figlia di 3 anni”. Food Network cancella gli episodi in cui era protagonista
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 09:44:55 +0000 di Davide Turrini

Vincitrice di un celebre cooking show ora è accusata di aver ucciso la figlia di 3 anni. La ventinovenne Ariel Robinson, un insegnante della Carolina del Sud (Stai Uniti), la scorsa estate aveva vinto 25mila dollari dopo aver trionfato alla ventesima edizione di Worst Cooks in America. Nelle ultime ore però il suo nome, e quello di suo marito Jerry Robinson, è tornato alla ribalta delle cronache per un caso di cronaca nera. La donna è infatti accusata assieme al coniuge di aver ucciso la figlia Victoria Rose.

La bimba è stata trovata priva di sensi nella casa di famiglia, a Simpsonville, il 14 gennaio scorso. Poco è deceduta al Greenville Memorial Hospital. Il povero corpicino, secondo il medico legale, aveva ricevuto diverse ferite da corpo contundente: le autorità hanno concluso che il decesso della bimba è avvenuto “come risultato diretto di abusi fisici”. Ora i coniugi Robinson, che non hanno rilasciato alcuna dichiarazione a riguardo, sono in stato di fermo e rischiano una pena che va da 20 anni all’ergastolo.

Intanto, Food Network ha ritirato dalle piattaforme online la ventesima stagione dello show culinario ‘Worst Cooks in America‘ in cui Ariel Robinson era protagonista. Come riportano i media Usa, dopo la notizia dell’arresto, il canale di cucina ha rimosso il programma da Discovery +, Hulu e YouTube. Anche i riassunti degli episodi della ventesima stagione sono stati cancellati dal sito web di Food Network.

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Scienza
Vaccino Covid, ospedale Bambino Gesù: “A 21 giorni da somministrazione il 99% di chi ha ricevuto prima dose ha sviluppato anticorpi”
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 09:42:50 +0000 di F. Q.

A 21 giorni dalla somministrazione della prima dose, il 99% dei vaccinati ha sviluppato anticorpi contro il virus. Sono i dati del primo monitoraggio realizzato tra gli operatori sanitari dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù dall’équipe della Medicina del Lavoro e della struttura complessa di microbiologia, con il supporto dell’Immunologia clinica e il coordinamento della direzione sanitaria. Ad oggi la prima dose di vaccino è stata somministrata a quasi 3.000 operatori sanitari “negativi” (ovvero mai entrati in contatto con Sars Cov 2), la seconda dose a 1.425 operatori. Il monitoraggio a 21 giorni dalla prima dose ha rilevato una risposta anticorpale positiva nel 99% dei vaccinati esaminati, con la produzione di una quantità di anticorpi specifici (titolo anticorpale) 50 volte superiore alla soglia di negatività. Sette giorni dopo la seconda dose, gli anticorpi sono stati sviluppati dal 100% dei vaccinati finora valutati, con un titolo anticorpale di circa 1.000 volte superiore alla soglia di negatività, indice di elevato tasso di potenziale protezione.

Positivi i dati anche sul fronte immunologico: a soli 7 giorni dalla prima somministrazione si è registrato un incremento delle cellule B di memoria (quelle che mantengono la produzione di anticorpi nel tempo) nell’80% dei casi e un incremento significativo delle cellule T di memoria (che coordinano l’intera risposta immunitaria contro il virus) nel 64% delle persone vaccinate. Risultati che sembrano supportare pienamente i dati epidemiologici: a partire dal 14esimo giorno dalla prima dose, cioè successivamente alla comparsa degli anticorpi protettivi e della memoria immunitaria, finora non è stato infatti registrato alcun caso di infezione tra gli operatori sanitari vaccinati. Solo 7 persone hanno sviluppato l’infezione, ma tutte entro il 14° giorno dalla prima somministrazione del vaccino, con lievi sintomi e senza necessità di ricovero ospedaliero.

“Si tratta dei primi risultati che confermano nella pratica clinica la bontà dell’approccio vaccinale in termini di efficacia e di protezione dal sars-cov-2 – commenta Carlo Federico Perno, responsabile di Microbiologia e Diagnostica di Immunologia -. Ampliano inoltre le nostre conoscenze, mostrando i dettagli dei meccanismi della risposta immunitaria al vaccino, e suggeriscono, basandosi su quanto finora evidenziato, che gli anticorpi prodotti dalla vaccinazione abbiano una persistenza nell’organismo alquanto duratura. Sarà ora necessario ampliare le osservazioni e prolungarle nel tempo, tuttavia quanto finora osservato in questa rilevazione è alquanto promettente e supporta l’utilità di una vaccinazione di massa contro il Covid”.

Foto di archivio

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Televisione
Sanremo 2021, Franceschini rimette tutto in discussione: “No ai figuranti”. Ma ecco cosa dice il Dpcm
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 09:34:05 +0000 di Andrea Conti

Sembrava un capitolo chiuso dopo la riunione con il Prefetto di Imperia Alberto Intini, dove c’è stato un confronto tra Rai e autorità per i protocolli da rispettare in base al Dpcm, ma sembra che il tema del pubblico al Teatro Ariston per il prossimo Festival di Sanremo 2021 (dal 2 al 6 marzo) sia ancora da sciogliere. Ieri il ministro della Salute Speranza ha scritto al Comitato Tecnico Scientifico chiedendo con una nota le indicazioni sul “protocollo di sicurezza per artisti e maestranze” e ribadendo che per gli spettacoli “che si svolgono nelle sale teatrali” valgono le norme previste dal Dpcm in vigore “che consente lo svolgimento di spettacoli in assenza di pubblico“.

La questione era stata sollevata dalla FIMI (che rappresenta la gran parte delle case discografiche italiane) che chiedeva un intervento del Cts sulla sicurezza dei cantanti che si esibiranno al Festival. Speranza ha chiesto nella lettera al Cts di pronunciarsi “in tempo utile” sulle “necessarie indicazioni”, tenendo però conto di quanto già è scritto nel Dpcm. A proposito di Dpcm, qualcosa non quadra rispetto a quello che il ministro della Cultura Dario Franceschini ha scritto su Twitter: “Il Teatro Ariston di Sanremo è un teatro come tutti gli altri e quindi, come ha chiarito ieri il ministro Roberto Speranza, il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile”. Parole che arrivano sull’onda di alcune polemiche da parte di esponenti dello spettacolo e del teatro che hanno accusato le autorità di due pesi e due misure. Infatti sia cinema che teatri, così come i concerti, sono fermi da mesi a causa della pandemia.

Nei giorni scorsi la Rai aveva chiarito che al Festival non ci sarebbe stato pubblico pagante, ma che l’Ariston sarebbe stato trasformato in studio televisivo con un pubblico formato da coppie di figuranti conviventi, contrattualizzati e quindi parte integrante dello spettacolo. Ieri, in occasione della presentazione de “Il Cantante Mascherato”, il direttore di Rai Uno Coletta ha infatti specificato: “Il Festival di Sanremo sarà un programma tv con tutti i protocolli previsti per un programma televisivo. A Sanremo andrà in onda uno show dall’Ariston protocollato come uno show televisivo. Abbiamo lavorato da mattina a sera per questo. Lo dobbiamo al pubblico. Sarà un programma tv con decisione condivisa con la Prefettura di Imperia. Sanremo sarà un polo industriale televisivo come avviene a Roma e a porte chiuse. Abbiamo ultimato i protocolli condivisi e lo stiamo facendo in sicurezza. L’applicazione del Dpcm garantisce il dover osservare protocolli rigidi”.

Ed ecco che proprio il Dpcm “invocato” dal Ministro Franceschini è chiaro sugli spettacoli televisivi e sulla presenza di comparse, figuranti e ospiti nelle trasmissioni. “Alle trasmissioni televisive non si applica il divieto previsto per gli spettacoli, – è spiegato sul sito del Governo in merito ad alcune domande/risposte sull’ultimo Dpcm – perché la presenza di pubblico in studio rappresenta soltanto un elemento coreografico o comunque strettamente funzionale alla trasmissione”.

E si ribadisce ancora: “Deve essere comunque sempre garantito il rispetto delle prescrizioni sanitarie, nonché quelle in materia di distanziamento interpersonale sia fra il pubblico o gli ospiti, sia fra il personale artistico e il pubblico o gli ospiti medesimi. Qualora, per ragioni di produzione, non fosse possibile garantire continuativamente la distanza interpersonale di almeno un metro tra il pubblico e il personale artistico, sarebbe in ogni caso obbligatorio indossare la mascherina. Per quanto concerne le modalità lavorative del personale artistico, si rinvia ai relativi protocolli professionali e alle relative interpretazioni dei ministeri di settore”. Tutto nero su bianco ed inequivocabile. Quindi cosa ha spinto i ministri Speranza e Franceschini a porre l’accento su un tema già ampiamente chiarito sul sito stesso del Governo italiano?

Da parte del conduttore e direttore artistico Amadeus, che ha fortemente voluto che ci fossero i figuranti al Festival, nessun commento. Il suo manager Lucio Presta, che sta lavorando con Amadeus e tutta la Rai in questi giorni incessantemente, su Twitter è stato chiaro: “Governo caduto, ristori non approvati, recovery in alto mare, mancanza di vaccini, economia a pezzi e vedo ministri importanti, giornalisti importanti, parlare solo di Sanremo e figuranti. Ora capisco perché un grande Paese come il nostro è a rotoli”.

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Cronaca
Prato, 10 positivi al Covid sono introvabili: “False identità e nessun numero di telefono per sfuggire al tracciamento”
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 09:32:40 +0000 di F. Q.

“Sono 10 su 26 i cinesi positivi al Covid con cui non siamo riusciti a metterci in contatto“. A denunciarlo è il direttore del dipartimento di prevenzione della Asl di Prato, Renzo Berti, che in un’intervista a La Nazione ha spiegato come alcuni cittadini orientali sfuggano al tracciamento fornendo false identità e numeri di telefono sbagliati al momento della registrazione prima di sottoporsi a tamponi nei laboratori privati. “Queste dieci persone hanno presentato dati non corretti e in alcuni casi non hanno fornito neppure un numero di telefono. Per recuperare materialmente gli esiti dei test mandano altre persone. Risalire all’identità personale è impossibile. Purtroppo incontriamo sempre queste difficoltà, anche quando riusciamo a rintracciarli: c’è chi non parla italiano e ha bisogno dell’interprete, chi fa finta di non capire e attacca”.

Un sistema collaudato: “Non è la prima volta che accade“, ha detto Berti ricostruendo il modus operandi, che consiste nell’eseguire il tampone in un laboratorio privato fornendo però dati falsi, una falsa tessera sanitaria e generalità non corrispondenti alla realtà in modo da non essere più trovati poi al momento dell’esito. Positivi ma spariti nel nulla, senza che le autorità sanitarie sappiano chi sono. Il problema, secondo il direttore del dipartimento di prevenzione, sta nel fatto che i laboratori di analisi privati non verificano l’identità del paziente al momento dell’accettazione. Essendo laboratori convenzionati, però, hanno poi l’obbligo di trasmettere i risultati dei tamponi ad Asl e Regione, che scoprono così, a volte, che si riferiscono a persone fantasma.

“La verifica sull’identità personale non è a fini di polizia – ha spiegato ancora Berti a La Nazione –. L’accettazione deve essere corredata da tutti i dati fondamentali perché c’è un aspetto sanitario dietro, sennò è come cercare un ago in un pagliaio. Non voglio andare a caccia del colpevole, ma se io faccio un’analisi a chi non so chi è o dove sta, i riflessi di questo comportamento ricadono sulla salute collettiva. Sono attività private che avranno le loro regole ma questo è un buco che crea una falla nel sistema. A noi non interessa se queste persone sono irregolari, devono avere fiducia”, conclude Berti lanciando un appello.

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Ambiente & Veleni
Eloise, perché l’emergenza che sta mettendo in ginocchio il Mozambico interessa anche l’Italia
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 09:21:38 +0000 di Greenpeace

Lo scorso 23 gennaio, il passaggio del ciclone Eloise in Mozambico ha colpito (secondo stime preliminari) almeno 250mila persone, causando 18mila sfollati e la distruzione di scuole, strade e altre infrastrutture dall’importanza vitale. Si tratta del terzo ciclone a devastare il Paese africano dal 2019, quando i cicloni Idai e Kenneth causarono estesi allagamenti anche in Malawi e Zimbabwe. Provocando il danneggiamento di oltre 100mila case, 1200 morti, danni per circa 2,2 miliardi di dollari alle infrastrutture locali e dando il via a epidemie di colera e infezioni intestinali.

I cicloni tropicali sono tempeste che hanno origine sull’oceano quando l’acqua superficiale raggiunge o supera i 26 gradi centigradi circa. Una situazione che non dovrebbe migliorare, dato che l’aspettativa generale è di un aumento delle temperature, e di conseguenza delle precipitazioni estreme da parte dei cicloni che si abbattono sull’Africa orientale.

Un indice del rischio climatico rilasciato solo pochi giorni fa dall’organizzazione Germanwatch mostra che proprio Mozambico e Zimbabwe sono stati i Paesi più duramente colpiti da eventi climatici estremi nel 2019. E il report “Weathering the Storm”, pubblicato da Greenpeace Africa nel novembre del 2020, spiega che eventi meteorologici estremi – tempeste, inondazioni, siccità, ondate di calore estremo e attacchi di locuste – stanno diventando più insopportabili e imprevedibili in tutto il continente.

“Pensieri e preghiere da soli non risolveranno la crisi climatica alla base del ciclone. Le condizioni meteorologiche estreme diventeranno più intense e le conseguenze per le comunità più gravi, a meno che il presidente Nyusi (presidente del Mozambico, ndr) e le sue controparti nella Comunità per lo Sviluppo dell’Africa Meridionale non prendano seri provvedimenti per il clima”, ha dichiarato Happy Khambule, campagna Energia e Clima di Greenpeace Africa.

Ma perché quanto sta succedendo in Mozambico interessa in qualche modo anche l’Italia? Sappiamo ormai benissimo che, come ci spiega la scienza, a rendere sempre più devastanti gli eventi meteorologici estremi sia soprattutto lo sfruttamento di combustibili fossili, come petrolio e gas fossile.

Risorse che abbondano nello Stato africano, come dimostra la presenza nel Paese di diverse multinazionali dell’oil&gas, tra cui Eni – azienda al 30 per cento di proprietà dello Stato italiano – che ritiene il Mozambico “uno tra i Paesi più promettenti del continente africano nel settore energetico”.

Eni opera in questa parte di continente africano insieme ad altre multinazionali straniere come la francese Total e la statunitense Exxon. Ma, come racconta Re:Common citando un report di Friends of the Earth, lo sfruttamento del gas del Mozambico è “una manna dal cielo ancora per pochi e una maledizione per la popolazione civile”. Insieme a importanti scoperte di riserve di idrocarburi, infatti, negli ultimi anni nel Paese si sono registrati scandali economici e, di recente, anche violenze di matrice terroristica. Che si aggiungono ai devastanti eventi climatici estremi che, come spiegato in precedenza, sono sempre più forti e imprevedibili proprio anche a causa dello sfruttamento dei combustibili fossili.

Cittadine e cittadini africani però non ci stanno e chiedono a gran voce azioni di contrasto all’emergenza climatica in corso. Come racconta Happy Khambule di Greenpeace Africa, infatti, “migliaia di persone in tutto il Continente si stanno sollevando per chiedere ai leader di dichiarare emergenza climatica e agire coraggiosamente per salvaguardare le vite, le comunità e il nostro futuro”.

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Blog
I nostri dati sono un tesoro. Per questo vanno protetti
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 09:20:19 +0000 di Guido Scorza

Si intitola I nostri dati sono un tesoro il video realizzato dal Garante per la protezione dei dati personali per raccontare, in due minuti, la pervasività della protezione dei dati personali nella nostra vita, sin dalla nascita, con il quale si aprirà oggi, in Italia, la celebrazione della giornata europea della privacy.

Ed è dedicato a una bambina che non esiste ma che rappresenta, nella finzione scenica, tutti i bambini del mondo i cui dati personali, da un istante dopo la nascita, sono esposti a una quantità enorme, eterogenea, inarrestabile e inafferrabile di trattamenti da parte di soggetti pubblici e privati, in maniera lecita e illecita.

La protezione dei dati personali è nel nostro quotidiano, di cittadini e di consumatori, più di quanto si riesca a immaginare e si percepisca.

E’ l’argine, uno dei più solidi, contro il rischio che lo Stato diventi il Grande fratello di orwelliana memoria e persegua obiettivi, talvolta anche legittimi, travolgendone, tuttavia, degli altri e con ciò travolgendo le fondamenta di una democrazia che esclude l’esistenza di diritti tiranni capaci di fagocitarne altri.

Si tratta di una questione che si è posta, si pone e si porrà migliaia di volte nella vita del nostro Paese.

Ce la siamo posti e continuiamo a porcela ogni giorno, in questa drammatica stagione del mondo, per determinare quale sia la misura democraticamente sostenibile di compressione della privacy per far posto a una difesa efficace del diritto alla salute, ce la siamo posta e continueremo a porcela ogni qualvolta si è trattato e si tratterà di garantire la sicurezza dei cittadini davanti a ogni genere di minaccia terroristica vera o presunta, continua a porsi da quasi un secolo quando si tratta di porre un freno alle intercettazioni telefoniche – e oggi anche telematiche – per assicurare alla giustizia un criminale, abbiamo pensato di averla risolta – decisamente sbagliando – quando abbiamo deciso, ormai soli in Europa, di chiedere ai gestori telefonici di archiviare quantità mastodontiche di dati personali di milioni di cittadini per oltre un lustro semplicemente perché un giorno una minima parte di tali dati potrebbe tornarci utile per inchiodare qualcuno alle sue responsabilità criminali, ce la siamo posti e continueremo a porcela nel determinare fin dove può spingersi il fisco nel combattere la guerra contro l’evasione e, naturalmente, ce la poniamo ogni giorno nel cercare un bilanciamento tra la trasparenza come antidoto alla corruzione e, appunto, il diritto alla riservatezza del singolo.

E non è vero, come dicono tanti luoghi comuni – basti pensare al celeberrimo “male non fare, paura non avere” – che i cittadini onesti non dovrebbero avere nulla da nascondere specie nei confronti dello Stato.

Tutti, come scriveva, Gabriel Garcia Marquez, legittimamente abbiamo una vita pubblica, una privata e una segreta e, soprattutto, abbiamo il sacrosanto diritto a tracciare, in autonomia, la linea di confine tra queste tre dimensioni umane.

Né è vero che, avendo la fortuna di vivere in democrazia, non dovremmo preoccuparci che lo Stato, per garantirci questo o quel diritto o libertà, comprima oltre la soglia di sostenibilità il nostro diritto alla privacy.

Vale la pena ricordare quanto scriveva Louis Brandeis, uno dei padri mondiali del diritto alla privacy, Giudice alla Corte Suprema degli Stati Uniti d’America, in una celeberrima dissenting opinion in uno dei primi processi basato su intercettazioni telefoniche: “L’esperienza dovrebbe insegnarci a essere più preoccupati di proteggere la libertà quando un governo persegue scopi benefici. Gli uomini sono naturalmente all’erta per respingere l’invasione della loro libertà da parte di governanti malvagi. I più grandi pericoli per la libertà si nascondono nell’azione insidiosa di governi ben intenzionati ma incapaci di comprendere le conseguenze delle loro azioni sulle libertà e i diritti fondamentali”.

Ma il diritto alla protezione dei dati personali è anche l’ultimo baluardo contro il rischio che la nostra intera esistenza diventi merce di scambio per garantirci l’accesso a ogni genere di prodotto e di servizio nella dimensione commerciale e che, persino i nostri pensieri più intimi, ancora inespressi, siano letti, compresi, interpretati e usati per convincerci a scelte di consumo, politiche, religiose e ideologiche di ogni genere.

È offrendo i nostri dati personali sul mercato che, oggi, ci paghiamo il diritto di stare in Rete, di comunicare nell’universo pervasivo dei social network, che facciamo la spesa a prezzi scontati o ordiniamo a casa ogni genere di prodotto.

Ma, così facendo, abbiamo consegnato, consegniamo e consegneremo in maniera assai poco consapevole – in quella che è già stata battezzata la società dell’accetta e continua – a una manciata di giganti del web la nostra identità personale nella sua dimensione digitale e abbiamo consentito così ai Signori dei mercati digitali buona parte del nostro passato, del nostro presente e del nostro futuro perché ora, grazie all’accumulo di quei dati, in pochi hanno conquistato posizioni di mercato incontendibili comprimendo la concorrenza che è garanzia di libertà ma, soprattutto, sono diventati capaci di dettare la nostra dieta mediatica più di quanto abbia fatto, in passato, la televisione e, per questa via, di condizionare ogni genere di nostra decisione e di hackerare dall’interno le nostre democrazie sfruttandone le vulnerabilità.

Non è più, come si diceva una volta, il Re ad essere nudo davanti ai suoi sudditi ma siamo tutti noi, nessuno escluso, sudditi delle nuove oligarchie digitali a essere nudi al cospetto dei nuovi Sovrani.

E se non tutto è perduto, se possiamo ancora sperare in futuro non meno moderno del recente passato, non anacronistico, né luddista ma, semplicemente, culturalmente, democraticamente e economicamente più sostenibile per i più, è, in buona misura, proprio grazie alla protezione dei dati personali che può frenare, rallentare, forse, persino, arrestare una condizione divenuta ormai insostenibile.

Ecco perché è utile, prezioso, importante, oggi, ricordarci della giornata europea della protezione dei dati personali.

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Giustizia & Impunità
Brindisi, corruzione in atti giudiziari: arrestati un giudice e 5 tra imprenditori e professionisti
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 09:16:06 +0000 di Roberta Grassi

Un magistrato della sezione Fallimentare di Brindisi e 5 professionisti sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari. Tre le persone finite in carcere, mentre altre tre sono ai domiciliari. L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Potenza Francesco Curcio, che ora si trova in tribunale a Brindisi, ha portato agli arresti dell’imprenditore Massimo Bianco, il commercialista Francesco Pepe Milizia e il magistrato Gianmarco Galiano in carcere, mentre ai domiciliari sono stati posti l’avvocatessa Federica Spina, l’imprenditore Francesco Bianco e la presidente provinciale dell’Ordine degli Ingegneri Annalisa Formosi. Altri due magistrati sono indagati a piede libero: si tratta di Francesco Giliberti e Giuseppe Marseglia. Sono 21 in tutto le persone finite sotto inchiesta.

L’inchiesta su alcune procedure fallimentari, nell’ambito della quale questa mattina a Brindisi sono state arrestate sei persone, tra cui un magistrato, è partita nel 2017 in seguito alla richiesta di concordato preventivo avanzata da una società del Brindisino. Le indagini inizialmente sono state coordinate dal sostituto procuratore di Brindisi Raffaele Casto, successivamente sono state trasferite a Potenza, per competenza funzionale in seguito al coinvolgimento dei magistrati. Tra il 2017 e il 2018 sono state eseguite una serie di perquisizioni negli studi dei professionisti coinvolti nelle procedure fallimentari.

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Politica
Consultazioni, il presidente Mattarella incontra Leu, gruppo Misto ed Europeisti: la diretta
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 09:15:19 +0000 di F. Q.

Secondo giorno di consultazioni per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in mattinata incontrerà i nove senatori del gruppo Autonomie, a seguire il gruppo Misto guidata da Loredana De Petris (Leu) che ha votato la fiducia a Giuseppe Conte, poi la parte di gruppo Misto d’opposizione, con Azione e +Europa. Nella tarda mattinata, il Misto della Camera e il neonato gruppo nato in Senato, quello degli Europeisti.

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Blog
Massoneria, la legge Anselmi non è un vecchio arnese. L’inchiesta di Paola lo conferma
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 09:02:05 +0000 di Stefania Limiti

Il protagonismo delle logge massoniche in alcune zone del nostro territorio nazionale è molto forte. Così mi disse tempo fanno un massone pentito Cosimo Virgilio che ha consentito di scoperchiare diverse cupole del malaffare. In una intervista comparsa su Il Fatto Quotidiano, Virgilio raccontò che le logge locali svolgono un fondamentale ruolo di ricomposizione di interessi economici e sociali.

In effetti, sono diverse le inchieste che puntano il dito su presunte logge massoniche: proprio ieri, mercoledì, la Procura di Paola, in provincia di Cosenza, ha messo sotto inchiesta diciotto persone tra Calabria e Basilicata accusandole di aver condizionato gli appalti nella zona dell’alto Tirreno calabrese. I reati contestati sono truffa, turbata libertà degli incanti, corruzione e… violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete e massoniche.

L’indagine, coordinata dal procuratore di Paola, Pierpaolo Bruni, ha visto l’attuazione di numerose perquisizioni durante le quali sembra siano state trovate diversi elementi utili agli inquirenti. Vedremo come proseguirà la faccenda. Intanto, è importante che ci sia uno strumento di legge che, per quanto poco severo e arrugginito, possa essere usato nei tribunali di fronte a gruppi che fanno della segretezza e del vincolo massonico prima ancora che una caratteristica associativa una barriera di opacità verso il resto del mondo e della legalità.

Paradossalmente quella legge non servì a niente contro gli appartenenti alla P2 nonostante venne approvato proprio dopo la scoperta della loggia di Licio Gelli nella quale erano confluiti i vertici dello Stato e gli alti ranghi della Pubblica Amministrazione, i quali se la cavarono in un modo o nell’altro perché uno Stato compromesso non li inchiodò alla loro infedeltà.

Nella scorsa legislatura Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, chiese una riforma della Legge Anselmi per renderla più stringente. Aveva ragione. E’ necessaria che la segretezza sia bandita dalla vita pubblica e che alle cariche istituzionali di ogni livello sia proibito di iscriversi ad associazioni segrete, con o senza grembiulino e compasso.

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Giustizia & Impunità
Aggressione contro troupe Rai, arrestati 3 ultras della Lazio. Altri due già ai domiciliari
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 08:56:01 +0000 di F. Q.

Calci, pugni e spintoni, anche dopo essere caduto a terra. La scena di violenza è accaduta la mattina del 20 dicembre scorso nei confronti di una troupe della Rai che stava realizzando alcuni servizi sulla pandemia per conto della trasmissione Storie italiane. Nel corso della mattina la Digos e i carabinieri della Compagnia Roma Trionfale hanno arrestato altre tre persone ritenute responsabili dell’aggressione, dando esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Si trovano già ai domiciliari altre due persone accusate di aver partecipato all’aggressione, arrestate lo scorso 13 gennaio. I cinque sono ultras laziali già noti per il coinvolgimento in episodi di violenza da stadio.

L’aggressione era scaturita mentre gli operatori stavano effettuando alcune riprese a Ponte Milvio. I due operatori televisivi, dopo alcune tappe cittadine, avevano raggiunto la zona per documentare la presenze di un gruppo di persone che si intratteneva in piazza senza mascherine protettive. Il gruppo di circa 10 persone, infastidito dalla presenza della telecamera, ha aggredito la troupe scagliandosi contro il cameraman che è stato inseguito e ripetutamente colpito con calci e pugni, anche mentre era a terra.

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Cronaca
Siracusa, influencer 48enne di TikTok denunciata per istigazione al suicidio: “Sfide estreme nei suoi video, rischio emulazione”
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 08:36:18 +0000 di F. Q.

Un’influencer 48enne della provincia di Siracusa, attiva su TikTok, è stata denunciata dalla polizia postale di Firenze per istigazione al suicidio. La donna è finita nel mirino degli inquirenti per i suoi video con sfide estreme: in particolare, gli inquirenti hanno individuato durante un’attività di monitoraggio sul social network, un suo video con un uomo e una donna si avvolgevano totalmente il volto, compresi narici e bocca, con il nastro adesivo trasparente, in modo tale da non poter respirare. Il filmato era visibile a tutti gli utenti senza restrizioni e per questo altamente pericoloso, dal momento che sarebbe potuto essere oggetto di emulazione da parte di minorenni, come purtroppo già accaduto nei recenti fatti di cronaca con sfide analoghe. Immediatamente segnalato dal CNCPO del Servizio Polizia Postale di Roma, la piattaforma Tik Tok ha provveduto a rimuoverlo.

Ma non solo: nel mirino della polizia postale, coordinata dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli e dal sostituto procuratore Fabio Di Vizio, della Procura di Firenze, sono finiti anche numerosi altri contenuti dello stesso tenore pubblicati sempre dall’influencer siciliana, che proprio grazie alle sue assurde “video sfide” aveva ottenuto popolarità e l’attenzione di ben 731.000 followers di diverse età. Alcuni di questi pronti anche ad accettare le sfide da lei lanciati, emulandola, come testimoniato da un post in cui un utente scriveva: “Ciao.. se mi saluti giuro mi lancio dalla finestra”. Fatto, questo, di estrema pericolosità per l’incolumità degli utenti, soprattutto quelli minorenni, motivo per cui i magistrati titolari dell’inchiesta hanno emesso a suo carico un provvedimento urgente di perquisizione, anche informatica, e sequestro degli account social, che è stato immediatamente eseguito dalla Polizia Postale di Catania.

Solo pochi giorni fa, il 25 gennaio, un bambino di 9 anni è morto impiccato a Bari e gli inquirenti non escludono un eventuale collegamento con “challenge” on line, come nel caso avvenuto la scorsa settimana a Palermo, dove una bambina di 10 anni si è chiusa in bagno e ha partecipato a una “sfida di soffocamento”, legandosi la cintura di un accappatoio al collo. Inutili tutti i tentativi di soccorso, i medici hanno dichiarato la morte cerebrale.

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Zonaeuro
Scontro Ue Astrazeneca, l’ad Pascal Soriot si siede al tavolo virtuale con Bruxelles. “Ma soluzioni proposte sono ancora vaghe”
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 08:06:36 +0000 di F. Q.

Alla fine con la richiesta a muso duro dell’eliminazione del segreto dei contratti e la minaccia di un registro doganale per l’export dei vaccini Pascal Soriot, l’amministratore di Astrazeneca che ha fatto infuriare la Commissione europea, si è seduto al tavolo dell’incontro virtuale convocato d’urgenza dalla Commissione europea per discutere dell’escalation di tagli annunciati dal colosso anglo svedese del numero di dosi opzionate dall’Europa. Uno scontro durissimo che si è acceso sul liminare dell’approvazione da parte dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) del composto sviluppato dall’Università di Oxford con il contributo della Irbm di Pomezia.

Ebbene il top manager avrebbe cominciato a parlare di possibili soluzioni come riferisce Giuseppe Ruocco, segretario generale del ministero della Salute, che siede per l’Italia nel comitato direttivo sui vaccini composto da Commissione europea e Stati membri, in un colloquio con il Corriere della Sera. AstraZeneca “ha cominciato a parlare di possibili soluzioni per aumentare la disponibilità di dosi dopo la metà di marzo, ma sono ancora troppo vaghe; si proseguirà a lavorare congiuntamente”. Secondo Bruxelles è falso, a differenza di quanto dichiarato da Soriot ad alcuni quotidiani, che ci siano problemi in alcuni stabilimenti europei. Piuttosto c’è il sospetto che – complice la Brexit – si stia favorendo il Regno Unito, travolto dai contagi causati dalla variante inglese.

“Bisogna avere certezze per poter stabilizzare la nostra pianificazione delle vaccinazioni – dice Ruocco – tenendo anche conto che tra la prima dose e il richiamo possono passare, secondo l’azienda, in attesa dello schema ufficiale che sarà fornito solo con l’autorizzazione, fino a 12 settimane“. In merito al numero di dosi che sarebbero a disposizione dell’Italia, Ruocco ritiene che “i dati che l’azienda ha fornito sono fino a metà marzo, mentre non ha confermato l’ultimo scaglione di marzo, lasciando intravvedere però una prospettiva di aumento. Non sappiamo ancora se la fornitura delle dosi tagliate sarà completata nel secondo trimestre oppure oltre“. Come nel caso di Pfizer il contratto è stata firmato sulla base di consegne trimestrali.

Per l’Italia quindi la prospettiva sarebbe quella di ricevere 2,3 milioni di dosi per il mese di febbraio e 1,85 milioni per le prime due settimane di marzo, che potrebbero arrivare a 3 milioni a fine mese. Il Regno Unito invece sta ricevendo le dosi in modo regolare e secondo Soriot è dovuto al fatto che Londra abbia firmato tre mesi prima il contratto con la multinazionale. In realtà una prelazione era stata firmata il 21 maggio dell’anno scorso per 30 milioni e solo il 23 novembre era stato firmato un accordo per altre 70 milioni di dosi, mentre il contratto con l’Unione europea è stato finalizzato tra il 14 e il 28 agosto. Astrazeneca come del resto Biontech, è stata finanziata con 336 milioni (non tutti ancora erogati) per aiutare il gruppo farmaceutico.

Il via libera dell’Ema è atteso a breve, al massimo domani. Il contratto prevede quattro siti produttivi: uno in Belgio, uno in Germania e due in Gran Bretagna, anche se a novembre Soriot e il suo vice che, attraverso una rete di 20 centri di produzione sparsi nel mondo, sarebbe stato possibile sfornare nel 2021 da 100 a 200 milioni di dosi al mese per il mercato internazionale. Il taglio annunciato non sembra giustificabile con problema in un singolo impianto. L’Ue si sta dunque organizzando con le autorità belghe – come riporta La Repubblica – per fare un’ispezione. Intanto il 4 gennaio l’India ha annunciato il blocca per tre mesi l’esportazione delle dosi prodotte con Astrazeneca – prima che il vaccino fosse approvato – per destinarle tutte al mercato interno. Ma il Sudafrica che, dopo Argentina e altri paesi, ha approvato il vaccino attende proprio dall’India il primo milione di dosi come riferito dal ministro della Sanità Zweli Mkhize, lunedì 1 febbraio.

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Politica
Crisi di governo, il senatore di Forza Italia Luigi Vitali ritira il sostegno a Conte: “Mi hanno chiamato Berlusconi e Salvini”
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 08:04:35 +0000 di F. Q.

“Ho preso la decisione di sostenere il professor Conte”. Sono passate meno di 24 ore dal suo annuncio e Luigi Vitali ha già cambiato idea. Quello che sembrava essere un nuovo senatore di Forza Italia pronto ad aderire al progetto dei “costruttori“, ha invece deciso di togliere l’appoggio a Giuseppe Conte: “Mi hanno chiamato Silvio Berlusconi e Matteo Salvini“, ha raccontato al Corriere della Sera. Assicurando di non aver ricevuto nessuna promessa: “Berlusconi mi ha ricordato il passato insieme e le larghe intese. Salvini mi ha detto: ‘Hai visto che io ho aperto su giustizia e fisco’”.

Poco dopo è arrivata anche la nota ufficiale che certifica la retromarcia di Vitali: “Nessun appoggio politico al Conte Ter. Nelle scorse ore ho avuto modo di interloquire con il presidente del Consiglio Conte sottoponendogli l’urgenza e l’importanza per il Paese di una riforma complessiva della Giustizia dichiarando il mio appoggio ad un ritorno allo stato di diritto e di garanzie nel processo”, spiega. “È inaccettabile pensare che in un Paese civile siano stati aboliti i termini della prescrizione quando i processi hanno una media di durata al di là di tutti gli standard europei. Questo ragionamento condiviso con Conte – dice Vitali – era nel solco di quanto già dichiarato dal Presidente Berlusconi sull’apertura ad un governo istituzionale e a quanto dichiarato dal segretario Matteo Salvini circa la volontà di parlare con chiunque a patto che fossero messi al centro i contenuti di una piattaforma di Governo che prevedesse tra gli altri una riforma della giustizia e fiscale. Percorsi utili ed essenziali per evitare elezioni anticipate che tutt’ora ritengo insensate. Ribadisco dunque nessun appoggio politico al Conte Ter”.

Eppure solo ieri il senatore di Forza Italia sosteneva il contrario: “Non è questo il momento delle contrapposizioni – diceva Vitali- ma di dare come classe dirigente complessiva un segnale a chi non ha ancora ricevuto la Cig, il vaccino, a chi è stato costretto a chiudere attività, alle partite Iva, alle imprese ai commercianti, che il Paese è unito, perché solo insieme si uscirà dal tunnel”. Si diceva pronto a votare la fiducia e a entrare nel gruppo Europeisti, seguendo quello che hanno già fatto a Palazzo Madama Andrea Causin e Maria Rosaria Rossi. Poi nella notte l’inversione a U e il ritorno tra i berlusconiani.

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Politica
Scanzi ad Accordi&Disaccordi (Nove): “Elezioni subito? Le vogliono solo Salvini e Meloni”. Poi a Di Battista: “Scegliete meglio la classe politica”
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 07:58:52 +0000 di F. Q.

“Le elezioni nel centrodestra le vogliono soltanto Salvini e Meloni, quindi un altro governo secondo me lo trovano e non si va a votare”. Così Andrea Scanzi, conduttore di ‘Accordi&Disaccordi’, insieme Luca Sommi, con la partecipazione di Marco Travaglio, in onda tutti i mercoledì alle 21.25 su Nove ha commentato l’attuale crisi di governo facendo poi anche un appello ad Alessandro Di Battista, ospite della puntata: “Sono sicuro che siano onesti i deputati e i senatori 5 Stelle, però caro Alessandro, una bella selezione al prossimo giro fatela della classe dirigente perché non è possibile vedere in Parlamento gente come Sara Cunial o Ciampolillo o la Vono che adesso fa parte di Italia Viva, perché sarete tutti onesti e bravi, avete fatto entrare delle bravissime persone, ma anche delle persone a cui non darei la gestione neanche di un condominio e so che sei d’accordo anche se non lo puoi dire”. Il giornalista ha anche fatto una riflessione sugli scenari post crisi: “Se fai una somma dei partiti e stai ai sondaggi, il centrodestra è nettamente avanti rispetto al centrosinistra più i 5 Stelle. Se però guardi il gradimento delle persone Conte è largamente davanti a Salvini. Inoltre dico: io non ho nessun dubbio che Grillo sia vicino a Conte o che Di Battista sia vicino a Conte. Quando ho fatto quei riferimenti di prima a cui Di Battista ha risposto, mi riferivo molto semplicemente a tre categorie: la prima categoria è quella di coloro che nessuno mai ha sentito nominare e che non rientrerebbero nella prossima legislatura. E io credo che quei 5 Stelle minori, anche se bravi, son disposti a tutto pur di non tornare a votare perché se tornano a votare non rivedono mai più la Camera o il Senato. E quindi ‘o Conte, o voto’ lo dice Di Battista, ma loro no. Poi, quando parlavo di qualcuno che è pronto a riaccogliere Renzi, non facevo dei nomi cattivi perché è lecito politicamente, ma se volete faccio un nome o un cognome: Emilio Carelli che è prontissimo a riaccogliere Renzi. Fa parte del 5 Stelle ed è molto potente dentro il 5 Stelle”, ha concluso Scanzi.

‘Accordi&Disaccordi’ è prodotto da Loft Produzioni per Discovery Italia e sarà disponibile in live streaming e successivamente on demand sul nuovo servizio streaming discovery+ nonché su sito, app e smart tv di TvLoft. Nove è visibile al canale 9 del Digitale Terrestre, su Sky Canale 149 e Tivùsat Canale 9.

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Sallusti ad Accordi&Disaccordi (Nove): “Berlusconi è deluso da Renzi perché inaffidabile. I motivi dello strappo con Conte? Nulla a che fare con la politica”
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 07:54:04 +0000 di F. Q.

“E’ vero che Renzi è l’allievo di Berlusconi, è il figlio che Berlusconi non ha avuto, ma Berlusconi è molto deluso da Renzi. È deluso soprattutto per la sua inaffidabilità. Berlusconi non si fida di Renzi, nella maniera più assoluta”. Così il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti ospite di ‘Accordi&Disaccordi’, il talk politico condotto da Luca Sommi e Andrea Scanzi, con la partecipazione di Marco Travaglio, in onda tutti i mercoledì alle 21.25 su Nove. Il giornalista ha poi commentato i motivi per cui il leader di Italia viva avrebbe strappato con Giuseppe Conte: “Non ha nulla a che fare con la politica, ha a che fare con un progetto personale di Renzi. Io immagino, credo, penso che Renzi sa benissimo che non ha nessun futuro politico e non può più avere nessun futuro politico perché si è bruciato la chance di prosciugare la destra – insomma il centrodestra, Forza Italia per semplificare – e sta sulle palle alla sinistra in una maniera pazzesca quindi io adesso non so dire se finirà o morirà al 2%, al 4 o al 6, ma certo si scorda nella vita di fare il premier di questo Paese”, ha concluso Sallusti.

‘Accordi&Disaccordi’ è prodotto da Loft Produzioni per Discovery Italia e sarà disponibile in live streaming e successivamente on demand sul nuovo servizio streaming discovery+ nonché su sito, app e smart tv di TvLoft. Nove è visibile al canale 9 del Digitale Terrestre, su Sky Canale 149 e Tivùsat Canale 9.

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Travaglio ad Accordi&Disaccordi (Nove): “Se l’alternativa alle urne è un altro governo con Renzi, meglio andare al voto subito”
Data articolo:Thu, 28 Jan 2021 07:51:22 +0000 di F. Q.

“Conte deve riprendersi Renzi oppure si va alle urne? Io direi elezioni all’istante se l’alternativa è rifare un governo uguale a quello di prima”. Così Marco Travaglio, nel suo intervento settimanale ad ‘Accordi&Disaccordi’, il talk politico condotto da Luca Sommi e Andrea Scanzi in onda tutti i mercoledì alle 21.25 su Nove. Secondo il direttore de Il Fatto Quotidiano, se Renzi e Italia viva rimanessero in un eventuale Conte ter, con la sola modifica di qualche poltrona, “allora avremmo perso due mesi per cosa? Se si avesse la certezza che Renzi venga sedato e narcotizzato e non fa più danni, certamente è meglio tornare al governo di prima, ma dato che non c’è nessuno in grado di sedarlo e di narcotizzarlo, quello per sua natura è lo scorpione della fiaba con la rana – ha spiegato il giornalista – lo abbiamo raccontato tante volte, rifà esattamente con la stessa coazione a ripetere quello che ha fatto. Allora mettere in piedi un governo per vederlo cadere nello stesso modo in cui sono caduti tutti gli accordi che ha fatto ‘l’Innominabile’ (Matteo Renzi, ndr) con chiunque nella sua vita politica… Lui ha tradito tutti, quelli con cui ha fatto, ha fregato persino Berlusconi nel momento in cui dovevano eleggere insieme il capo dello Stato e lui ha fatto eleggere Mattarella senza dirglielo cioè, poi per carità, l’eterogenesi dei fini fa sì che possiamo dire che almeno una l’ha azzeccata, però ha fregato pure Berlusconi”, ha concluso Travaglio.

‘Accordi&Disaccordi’ è prodotto da Loft Produzioni per Discovery Italia e sarà disponibile in live streaming e successivamente on demand sul nuovo servizio streaming discovery+ nonché su sito, app e smart tv di TvLoft. Nove è visibile al canale 9 del Digitale Terrestre, su Sky Canale 149 e Tivùsat Canale 9.

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