Coronavirus in Italia e nel mondo

NEWS - lavoro - NEWS - ricerca lavoro - NEWS pensioni


News primo piano da cisl.it

#lavoro #sindacato #cisl.it

Primo piano
Sindacato. Al via la Campagna tesseramento 2021 #iostoconlaCisl
copertina Facebook tesseramento 2021Roma, 13 gennaio 2021 -  “Con lo slogan: #iostoconlaCisl  è partita la “Campagna Tesseramento Cisl 2021” che anche quest’anno pone al centro l’impegno del sindacato sui temi del lavoro, della persona e dei suoi diritti.
“In un momento così difficile per il Paese a causa della pandemia, la Cisl rimane un punto di riferimento saldo in tutti i luoghi di lavoro e nei territori, un presidio di tutele, di diritti e di servizi non solo per i nostri iscritti ma per tutti i cittadini”, sottolinea la Segretaria confederale organizzativa Daniela Fumarola.
 
Iscriviti on line
 
Data articolo: Wed, 13 Jan 2021 14:41:51 +0100
Primo piano
Recovery Fund. 10 azioni strategiche proposte dalla Cisl per 'ricostruire' il Paese. Furlan: "ll Governo apra ad una governance partecipata dalle parti sociali"

Furlan 5003 gennaio 2021 - “Non basta annunciare una fase di “consultazione" formale con la società civile e con il sindacato, come ha anticipato il Premier. Bisogna che il Governo apra ad una "governance" partecipata dalle parti sociali per dare rapidità, continuità e consenso ad un processo decisionale che non deve escludere nessuno. Questo è il modo per rispondere concretamente all’appello ai “costruttori” del Capo dello Stato”. È quanto sottolinea oggi in un intervento sul Sole 24 ore la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan. “Dopo tanti anni di rigore economico, il Next Generation EU rappresenta lo sforzo più rilevante dell'Unione Europea per fronteggiare la crisi economica e sociale provocata dalla pandemia”, aggiunge la leader Cisl. “Partiamo da una griglia europea che ci indica tre direttrici fondamentali su cui definire le priorità e gli obiettivi: sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica, coesione sociale. A partire da queste tre dimensioni dobbiamo costruire un nuovo e moderno "Patto Sociale", un’Agenda-Futuro sulla quale dovranno determinarsi le dinamiche della crescita e dello sviluppo, del lavoro e dell’ inclusione sociale nei prossimi 20 anni. Non ci sarà data una seconda opportunità. Per questo non abbiamo bisogno di ulteriori comitati esecutivi, o di una stanza dei “bottoni” tutta politico-istituzionale che escluda la parte vitale della società organizzata. Non si può progettare il futuro del Paese nel chiuso dei palazzi ministeriali o con le dispute nella maggioranza. Occorrono scelte condivise, una politica di concertazione, come avvenne con successo negli anni Novanta”.’

Furlan elenca il piano strategico in dieci punti che la Cisl proporrà al Governo ed alle altri parti sociali per l’utilizzo delle risorse europee.

1. Ripartire dalle fondamenta: lavoro, istruzione e formazione - Le trasformazioni in atto impongono l’evoluzione del nostro sistema di protezione e promozione del lavoro. La chiave sta in una riforma delle politiche attive, ben saldate ad ammortizzatori sociali rinnovati, semplificati, mutualistici, universali. È poi necessario innovare il nostro modello formativo, con una riforma che abbracci tutta la filiera della formazione, dalla scuola, all’università, alla riqualificazione professionale. È fondamentale integrare le attività dei Centri per l’Impiego con cambiamenti strutturali e di governance, migliorare il funzionamento della cassa integrazione, sostenere i percorsi di transizione per i disoccupati, potenziare i contratti di solidarietà, incentivare i programmi di riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario attraverso l’ausilio del Fondo SURE e del Fondo Nuove Competenze.

Vanno incrementati gli investimenti in istruzione e formazione per colmare il gap con l’Europa in termini di spesa, competenze, e numero di laureati e favorire un’istruzione che fornisca competenze trasversali. Serve una strategia per il potenziamento delle competenze digitali che coinvolga scuole, università, imprese e pubblica amministrazione con meccanismi di apprendimento continuo e permanente. Occorre armarsi di un Piano Nazionale per le Competenze, che avvicini tutti gli attori istituzionali, sociali e contrattuali e istituisca forme di sostegno al reddito condizionate a un nuovo diritto/dovere soggettivo alla formazione.

2. Salute e politiche sociali come piattaforme di crescita socio e conomica- È necessario aumentare i fondi destinati alla sanità, e gli investimenti in tecnologie sanitarie, digitali e di Telemedicina; potenziare l’organico assumendo nuovi operatori e stabilizzando il precariato; potenziare la rete di professionisti che si occupano della prevenzione e delle cure primarie sul territorio; investire nell’adeguamento delle competenze all’uso dei nuovi dispositivi tecnologici da parte di operatori, clinici e manager della sanità.

Serve una svolta sullo stato sociale e sulla non autosufficienza. Un’accelerazione sulla reale universalità dei servizi essenziali e l’esigibilità dei diritti di cittadinanza. Bisogna aumentare gli assegni pensionistici e riconoscere maggiore flessibilità in uscita dal mercato del lavoro. Va potenziata la presa in carico da parte del sistema sociale di prossimità e messe in campo risposte strutturali di sostegno al reddito e conciliazione per le famiglie numerose con pesanti carichi di cura. Si deve meglio stimolare e promuovere una terza età attiva e generativa, rivalutare i trattamenti delle pensioni, rafforzare la quattordicesima mensilità per le realtà più deboli e valorizzare la contrattazione sociale. Fondamentale incrementare il supporto alle disabilità e alla non autosufficienza, con una nuova legge quadro.

3. A tutta velocità: industria e nuove infrastrutture - Vanno sbloccate e portate a termine le reti di trasporto strategiche incompiute; investire in infrastrutture al Sud per spezzare l’isolamento di alcune aree e fasce di popolazione; ammodernare e rendere più efficienti le strutture: la vita utile di molte infrastrutture è al limite, perciò l’investimento in efficienza, considerata la transizione verso una logistica a basso impatto ambientale, può avere un impatto economico significativo; predisporre un piano intermodale nazionale per la logistica merci, con focus sull’ammodernamento dei porti e sull’espansione della rete ferroviaria per il trasporto merci; sostenere e accelerare il processo di trasformazione strutturale del Paese in chiave digitale, per recuperare il ritardo accumulato negli anni e colmare il gap con L’Europa; garantire pari condizioni di connettività su tutto il territorio nazionale, incrementando e ottimizzando gli investimenti in infrastrutture e superando l’inefficiente duplicazione della rete di nuova generazione.

L’Italia è la seconda potenza industriale d’Europa. Piazzamento che va preservato, con una politica industriale che difenda e rilanci gli asset strategici della manifattura, a partire dall’acciaio e dall’automotive, della chimica e dal tessile, dall’agroalimentare all’elettronica e l’informatica, fino all’artigianato e al turismo, che ha subito in questo anno il tracollo più grave di sempre. Verso questi comparti c’è da rafforzare la struttura istituzionale chiamata a rispondere alle crisi aziendali, da potenziare ristori, da rinvigorire una fiscalità di sviluppo accessibile alle Pmi.

4. Al passo con il futuro: l'importanza dell'innovazione - C’è da incrementare la spesa pubblica in ricerca e sviluppo, sia di base che applicata, con nuovi grandi progetti di rilevanza scientifica, aumentando retribuzione e numero di borse di ricerca; incentivare gli investimenti privati, estendendo il piano “Industria 4.0”, in particolare nei settori ICT, Health e Aerospace, in cui i Paesi UE sono ancora indietro rispetto a USA e Cina.

5. Il domani è verde: la transizione alla Green Economy - Vanno supportati modelli di business sostenibili e circolari, e sostenuta la creazione di nuovi posti di lavoro in ambito green, con incentivi alle aziende e investimenti pubblici; occorre disincentivare l’utilizzo di combustibili fossili con riduzione dei sussidi e introduzione del carbon pricing (imposta sulle emissioni di CO2) e adeguare le norme relative al trattamento di rifiuti e scarti; incentivare il rinnovo di trasporti pubblici e privati con quelli a basso impatto ambientale, primariamente elettrico e ibrido; investire in ricerca e sviluppo per abbattere limiti e costi della transizione.

6. Nord e Sud: colmare il divario -  È prioritario contrastare il gap occupazionale tramite sgravi contributivi per le imprese che assumono stabilmente e fanno formazione, riattivare la mobilità sociale, contrastare la “trappola” della povertà educativa minorile, promuovendo l’educazione alla legalità e alla coscienza civile, e investendo nella scuola come luogo di emancipazione personale, aggregazione sociale e presidio di cittadinanza; sbloccare i cantieri fermi e accelerare il completamento delle opere pubbliche: secondo gli ultimi dati disponibili, tra le 610 opere pubbliche incomplete e di competenza delle Regioni, il 70% si trova al Sud; pianificare e incentivare politiche a favore del South-Working e del South-Learning.

7. Pari opportunità: premiamo il merito, non il genere - Dobbiamo disegnare una strategia più ampia e con visione di lungo periodo volta a colmare il divario occupazionale e salariale, che premi il merito indipendentemente dal genere e poi rinforzare i servizi all’infanzia; favorire ed incoraggiare il welfare contrattuale volto alla conciliazione vita-lavoro; promuovere un cambiamento culturale che ridefinisca il ruolo della donna.

8. Pubblica Amministrazione: meno burocrazia, più investimenti ed efficienza - Bisogna alleggerire la normativa vigente e le procedure burocratiche; digitalizzare le infrastrutture, investendo in formazione digitale per i lavoratori pubblici; riconsiderare le modalità di lavoro della PA sulla base di un modello agile contrattato; incentivare la produttività valorizzando la contrattazione nazionale decentrata e legando meglio le retribuzioni alla performance; implementare meccanismi obbligatori di rotazione dirigenziale; ampliare gli ambiti di applicabilità di autocertificazione e meccanismi di silenzio-assenso in tempi garantiti; investire in tecnologie Cloud e sicurezza informatica.

9. Giovani e futuro: un nuovo patto generazionale per garantire equità e solidarietà  - Va sbloccato l’ascensore sociale, che in Italia porta tra l’altro migliaia di cervelli ad emigrare, migliorando le possibilità di accesso al mondo del lavoro tramite ulteriori de-contribuzioni e nuovi meccanismi di apprendistato. Occorre aumentare progressivamente le aliquote dell’imposta sulle successioni e donazioni; finanziare e incentivare l’accesso all’educazione terziaria e le attività imprenditoriali degli under 30; aumentare la partecipazione dei giovani nelle decisioni governative tramite il finanziamento di agenzie indipendenti e riconosciute.

10. Smart working: il futuro del lavoro è agile - Occorre riconsegnare la materia al libero e autonomo esercizio contrattuale, innescare una rivoluzione della cultura aziendale sulla base di un nuovo sistema valoriale fondato su tre principi: auto-gestione, integrità, e proposito evolutivo; supportare l’intera popolazione aziendale con hardware, software e training in soft skill; accompagnare e facilitare la transizione al lavoro agile con una ​nuova regolamentazione e nuove modalità contrattuali: la normalizzazione dello smart-working dovrà passare per la comunione tra parti sociali, aziende, e istituzioni, che dovranno definire in concerto la declinazione più corretta ​e appropriata per le diverse realtà produttive.

 

Data articolo: Sun, 03 Jan 2021 14:47:04 +0100
Primo piano
Legge di Bilancio. Cisl: "Manca una visione strategica. Lacune gravi su lavoro, investimenti, sanità, contratti pubblici, fisco, non autosufficienza, coesione sociale. Subito in campo misure integrative"
Senato palazzo Madama30 dicembre 2020 - “Il Paese si affaccia al 2021 senza una visione strategica, con una Legge di bilancio debole e sfocata su lavoro e investimenti, politiche sociali e coesione, sanità, scuola e pubblica amministrazione incapace di assicurare sufficiente protezione alle persone esposte agli effetti della crisi e di rilanciare una strategia autenticamente anticiclica. Lacune gravi, generate da un metodo unilaterale, che ha mortificato il dialogo sociale nel processo di decisione”. E’ quanto sottolinea la Cisl in una nota sulla Legge di Bilancio.
Bisogna subito mettere in campo misure integrative, se non altro per dare certezze a centinaia di migliaia di  donne e uomini che, a legislazione invariata, dal primo aprile rischiano di perdere l’occupazione, con ripercussioni sociali ed economiche devastanti. Occorre valutare subito di prorogare la cassa covid a tutto il 2021, di estendere e prolungare le indennità rivolte al lavoro stagionale  per l’intero anno, prorogare le scadenze della Naspi  e di valutare una più graduale e sostenibile uscita dal blocco dei licenziamenti. Rispetto al testo entrato in Parlamento apprezziamo alcune modifiche che recepiscono nostre richieste, come la reintroduzione dell’assegno di ricollocazione per i percettori di Naspi, il potenziamento dei contratti di espansione e il nuovo istituto di sostegno al reddito per i lavoratori autonomi a partita Iva iscritti alla gestione separata, le norme sulla stabilizzazione degli LSU. Tuttavia, sia per intensità che per qualità d’intervento, la Manovra non dà risposte sufficienti ad assicurare discontinuità rispetto al passato. Manca una svolta sulle politiche occupazionali e non si intravede una strategia che faccia leva sulla ripartenza degli investimenti pubblici e privati. Le risorse vengono frammentate in una miriade di rivoli, secondo una logica di ‘micro-bonus’ che non assicurano massa critica né sulle riforme di sistema, né sugli immediati interventi di emergenza. Nel merito per la parte lavoro, critichiamo fortemente l’indisponibilità del Governo ad allargare la platea delle indennità a categorie deboli ed esposte come braccianti agricoli, colf e badanti, somministrati, partite iva e parasubordinati. Per quanto riguarda gli ammortizzatori ordinari, non si indica la via di una rigenerazione su criteri di maggiore efficienza e universalità, per coinvolgere i lavoratori delle piccole e micro imprese. Opportunità persa anche per dar forma a una nuova Naspi di 36 mesi senza decalage, strumento indispensabile, visti i duri anni che abbiamo di fronte.
Ancora: del tutto insufficiente il fondo destinato alle politiche attive, appena 500 milioni con cui non potremo certo costruire una solida infrastruttura che accompagni la persona lungo tutte le transizioni professionali, assicurando sostegno al reddito condizionato a un nuovo diritto/dovere alla formazione. Per quanto riguarda gli investimenti di fatto si rimanda tutto a un Piano ripartenza e resilienza che per ora è fatto solo di titoli.
Sotto il profilo dell’attività produttiva resta del tutto inadeguato lo sforzo su ricerca e innovazione e riallineamento delle competenze: di fronte alle grandi sfide della quarta rivoluzione industriale, della digitalizzazione e della transizione green si procede prevalentemente secondo una logica di ‘trascinamento’ e di conferma dell’esistente senza una strategia di vero  rilancio della politica industriale  di gestione e soluzione delle tante crisi aziendali aperte che è l’esatto opposto di quello che serve al Paese.
Allo stesso modo resta bloccato  il piano di rilancio degli investimenti sulle infrastrutture materiali (viarie, ferroviarie, portuali, aeroportuali, reti digitali, messa in sicurezza del territorio) e sociali, si interviene poco sul rafforzamento del sistema sanitario, sulla scuola e sulla pubblica amministrazione ostacolando sblocco delle assunzioni , stabilizzazione del precariato , digitalizzazione , risorse per il rinnovo dei contratti pubblici.
Nulla sui temi della convergenza produttiva e sociale del Mezzogiorno, politiche sociali , sostegno alla disabilità e alla non autosufficienza. Grave anche la decisione di rimandare la partita decisiva della riforma fiscale, in un momento in cui la rimodulazione del carico a favore dei redditi medio-bassi da lavoro e pensione sarebbe stata una chiave strategica di equità sociale e ripartenza dei consumi. Occasione persa anche sulle politiche previdenziali: è mancata la capacità da un lato di promuovere un patto generazionale fondato su una maggiore flessibilità in uscita, e dall’altro di promuovere una terza età attiva e generativa rivalutando gli assegni pensionistici, rafforzando  la quattordicesima mensilità per le realtà più deboli e incrementando il supporto alle disabilità e alla non autosufficienza, con una nuova legge quadro. In definitiva un’opportunità persa per avviare una profonda rigenerazione del nostro modello di protezione sociale, crescita e sviluppo.
Ora si tratta di recuperare una visione strategica che solo una rinnovata stagione di dialogo sociale può garantire, concentrando e concertando le risorse nazionali ed europee per riprendere in mano la bussola di un percorso riformatore equo, stabile e sostenibile, proprio perché  partecipato dalle Parti sociali. 
Per affrontare la grave emergenza sanitaria, riteniamo opportuno un intervento legislativo per sostenere la campagna vaccinale contro il Coronavirus, rendendo se necessario obbligatorio l’uso di uno strumento così decisivo che la scienza ha messo a punto per il superamento della pandemia.
Data articolo: Wed, 30 Dec 2020 17:32:10 +0100
Primo piano
Recovery fund. Furlan: "Non avremo tempi supplementari. Il Governo coinvolga le parti sociali in un confronto vero sulle scelte per il futuro del paese"
Consiglio Generale 22 dicembre 202022 dicembre 2020 - “Abbiamo ascoltato gli annunci da parte del Premier Conte e del Ministro Gualtieri di voler aprire nei prossimi giorni un confronto anche con le parti sociali sulla destinazione delle risorse europee del Recovery Fund. Ci auguriamo che sia un confronto vero e che non accada quanto successo sulla Legge di Bilancio, dove il dialogo con il sindacato è avvenuto solo dopo la chiusura della manovra finanziaria”. Lo ha detto oggi la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, nel suo intervento introduttivo al Consiglio Generale della Cisl riunito in teleconferenza nel rispetto delle misure restrittive per la pandemia.
Bisognava collegare le scelte importanti della Legge di Bilancio con la selezione dei progetti del Recovery Fund. Ma questo purtroppo non è avvenuto nelle scorse settimane ed è stato un grave errore. Ora aspettiamo il Governo alla prova dei fatti. Le parti sociali devono essere pienamente coinvolte nella selezioni degli obiettivi, nel monitoraggio condiviso dei progetti, nell’attuazione concreta delle scelte per evitare la dispersione e la polverizzazione degli interventi”, ha aggiunto la leader Cisl.
Non avremo tempi supplementari perché l’Europa non ci darà una seconda chance. Sappiamo bene che il nostro paese in questi anni non ha saputo utilizzare con oculatezza i fondi comunitari per colmare l’enorme divario tra Nord e Sud e la crescita delle diseguaglianze sociali. Non basta individuare i titoli se poi queste priorità non corrispondono a precise responsabilità, a cifre precise, ad un percorso condiviso tra le istituzioni e le parti sociali che renda concreti e rapidi gli interventi. Le parti sociali devono essere presenti e parti attive, perchè la storia ci dimostra che non possiamo dare deleghe in bianco sulle questioni che riguardano i temi del lavoro, dell’occupazione, dello sviluppo”.

La leader Cisl ha elencato tutte le questioni aperte con il Governo dalle troppe vertenze non chiuse, a cominciare da Whirhpool, ai contratti pubblici, alla riforma delle politiche attive e degli ammortizzatori, ai problemi dei pensionati ed ha espresso la preoccupazione del sindacato per i “ritardi inaccettabili sullo sblocco delle infrastrutture e sulla scelta dei commissari, con una mancanza finora di visione generale da parte del Governo, frutto anche dei veti incrociati e di speculazioni politiche sulle scelte da intraprendere sul futuro del paese, come dimostra la vicenda stucchevole del Mes sanitario”.
La Furlan ha sottolineato anche con molta preoccupazione come ci sia “una distanza siderale tra il mondo reale ed il dibattito della politica. Abbiamo perso già un milione di posti di lavoro, continuano ad aumentare sia il livello di povertà sia le distanze tra le aree del Nord e quelle del Sud. Basta vedere le file che aumentano ogni giorno di più davanti alle sedi della Caritas, in una condizione economica e sociale aggravata dalla pandemia e dalla emergenza sanitaria”.
Data articolo: Tue, 22 Dec 2020 12:38:38 +0100
Primo piano
Pubblico Impiego. Furlan: "Pieno sostegno allo sciopero nazionale. I lavoratori chiedono una vera riforma della P.A., assunzioni, stabilizzazione dei precari, sicurezza, un contratto dignitoso"

sciopero PARoma, 9 dicembre 2020 - "Lo sciopero di oggi del pubblico impiego è per le assunzioni e il contratto della Pa. Le assunzIoni sono determinanti per poterla riformare, così come le risorse per poterla innovare". Lo ha affermato la segreteria generale della Cisl, Annamaria Furlan, ospite oggi a Radio anch'io,  ricordando che in tutta l'amministrazione pubblica, "compresa la scuola, che oggi non sciopera, ci sono 350 mila precari, solo nella sanita' 60 mila precari. Un giorno li chiamiamo i nostri eroi e il giorno dopo li critichiamo se scioperano per essere assunti e per il loro contratto". 
E alla domanda su quanto detto dalla ministra Fabiana Dadone in merito all'indisponibilita' di nuove risorse oltre a quelle stanziate in legge di Bilancio Furlan ha risposto: "la ministra ha detto tante cose in questo periodo anche, se posso permettermi, con tante contraddizioni" e ha ribadito: "non ci sono assunzioni, non ci sono gli interventi per la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici".
"La ministra - ha proseguito Furlan - dimentica che pubblici dipendenti sono stati 12 anni senza il rinnovo del contratto, l'attuale contratto e' scaduto da oltre 3 anni. Il contratto e' un diritto che va riconosciuto". Infine sulle critiche allo sciopero Furlan ha concluso: "questo modo continuo di voler spaccare il mondo del lavoro fortunatamente non funziona nel nostro Paese: abbiamo avuto la solidarieta' di tutte le categorie"

Leggi tutto...

Data articolo: Tue, 08 Dec 2020 13:12:17 +0100
Primo piano
3 dicembre Giornata Internazionale delle persone con disabilità. Furlan: “Riconosciamo la fragilità che è in noi ed intorno a noi"

Giornata Internazionale disabilit3 dicembre 2020 - “Troppo spesso si pensa che la disabilità sia una problematica che riguarda qualcun altro, invece riguarda ciascuno di noi, come ci ricorda l’Oms”. Così Annamaria Furlan  nel suo articolo dalle pagine de “Il Dubbio” in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità dichiarata dall'ONU nel 1981, che la vedrà anche ospite, insieme ai Segretari di Cgil e Uil Landini e Bombardieri,  della trasmissione in onda su Rai Due "O anche no. Il Lavoro è di tutti” per presentare tre storie di lavoro e successo  che vedono protagonisti persone con disabilità.

Una giornata che importante, prosegue Furlan, “per riflettere su come e quanto i diritti delle persone con disabilità vengono rispettati nel nostro Paese. "La disabilità non deve costituire una barriera per una vita piena e dignitosa, in condizioni di parità con ciascuna altra persona del mondo. In Italia lavorano solamente meno di 4 persone con disabilità su 10", ricorda la leader Cisl. "Il 21% delle persone con disabilità è invece in cerca di un lavoro che fatica ad arrivare. C’è ancora troppa poca attenzione su questo tema, sui problemi di tante persone disabili o con gravi patologie che in questa emergenza da Covid-19 hanno avuto difficoltà ad essere riconosciuti come “lavoratori fragili” ed avere diritto a lavorare con accomodamenti ragionevoli, in smartworking, o a fruire di un congedo retribuito se giudicati inidonei. Bisogna fare di più per queste persone", aggiunge la Furlan. 

"Per un periodo più o meno lungo della propria vita ciascuno di noi può trovarsi in condizione di disabilità, per una malattia, un incidente, purtroppo spesso per un infortunio sul lavoro, o per altre problematiche. Pensiamo anche al tema della non autosufficienza: non abbiamo ancora una legge quadro che stanzi risorse sufficienti, indirizzi azioni e politiche, che orienti verso un sistema socio-assistenziale di qualità. Solo se apriamo gli occhi ed il cuore e riconosciamo le persone straordinarie che sono attorno a noi saremo sempre più capaci di ascoltarle, accoglierle, riconoscere ogni singolo diritto che hanno, esattamente come ciascuno di noi",

“Uno studio della Cisl del Lazio –puntualizza la Segretaria generale della Cisl- ha rilevato come più del 74% delle persone con disabilità che lavorano sono molto preoccupate del proprio futuro ed il 47% ha sofferto nel periodo emergenziale soprattutto per la mancanza di relazioni”.

La Cisl –ricorda Furlan- è stato il primo sindacato d’Europa che si è dotato di un responsabile nazionale per disabilità: Falvio Cocanari, scomparso l’8 febbraio del 2004”. Cocanari è stato il primo sindacalista italiano ad occuparsi, dagli inizi degli anni '80, del problema dell' inserimento dei disabili nel mondo del lavoro. Componente della Commissione Nazionale Handicap presso la Presidenza del Consiglio, ha rappresentato la Cisl nella Commissione interministeriale per le politiche dell'handicap presso il dipartimento affari sociali della Presidenza del Consiglio.

“Flavio –prosegue Furlan- ci ha sempre invitato a guardare alla concretezza dell’azione sindacale, ad essere agenti del cambiamento, a non accettare le ingiustizie. Ed è proprio nel premio Cisl a lui dedicato che abbiamo raccolto alcune storie di vita, di persone che grazie a chi le ha supportate nell’eleminare le ‘barriere’, sono riuscite a raggiungere i propri obiettivi”.

 

http://www.youtube.com/watch?v=hNYAWCBd-1c&feature=emb_title

Data articolo: Thu, 03 Dec 2020 08:39:49 +0100
Primo piano
Mezzogiorno. Furlan: "Se non cresce il Sud non può ripartire tutto il Paese. Serve un Patto sociale per individuare le priorità per gli investimenti"

furlan201 dicembre  2020 - “Se non cresce il Sud non può ripartire tutto il paese. Non possiamo crescere con una parte consistente del territorio nazionale privo di quelle infrastrutture materiali ed immateriali di cui c’è immediatamente bisogno”. Lo ha detto la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, ad una iniziativa della Cisl Campania sul patto sociale per lo sviluppo regionale a cui ha partecipato oggi anche il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

“Bisogna utilizzare una parte consistente delle risorse europee per gli investimenti produttivi nel Mezzogiorno, per creare lavoro e sostenere la nascita delle imprese. Non basta la decontribuzione o la necessarioa assistenza sociale”, ha ribadito oggi la leader Cisl, invitando il Governatore della Campania a “sostenere con coerenza la necessità di un patto sociale sia a livello regionale, sia a livello nazionale, sulle priorità nell’utilizzo di fondi europei, a partire dagli investimenti in infrastrutture, digitalizzazione, tutela del territorio, sostenibilità ambientale, innovazione, formazione, scuola, sanità pubblica”.

La Furlan ha altresì ricordato che “la Campania possiede anche eccellenze nel mondo delle imprese, dell’università e della ricerca, ma se tutto questo non viene convogliato in un progetto paese dove si identificano le priorità non usciremo da questa condizione di storico ritardo. La Cisl non accetta che le cose non cambiano e chiediamo a tutti i Presidenti delle Regioni, a partire dalla Campania, di essere al fianco delle battaglie del sindacato. Non diamo carta bianca a nessuno. C’è il rischio di dispendere le risorse e non avremo una seconda occasione”.

La Segretaria della Cisl ha altresi ribadito le ragioni dello sciopero del pubblico impiego previsto per il 9 dicembre, per un concreto piano di assunzioni e stabilizzazioni, a partire dalla sanità pubblica, investimenti in digitalizzazione e formazione, e per un contratto digitoso per milioni di lavoratori pubblici.

Data articolo: Tue, 01 Dec 2020 12:40:48 +0100
Primo piano
Artigianato. Intesa sindacati e associazioni su riforma assetti contrattuali e relazioni sindacali. Furlan: “Un passaggio decisivo per rinnovare i contratti e rafforzare la bilateralità in questo comparto vitale per il futuro del paese”

Roma, 26 novembre 2020 - Cgil, Cisl, Uil hanno firmato, questa mattina, con Confartigianato imprese, CNA, Casartigiani, Claai, l’Accordo Interconfederale attuativo di quello siglato nel 2016 sulla riforma degli assetti contrattuali e delle relazioni sindacali.“Quella siglata stamattina – hanno dichiarato i tre Segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e PierPaolo Bombardieri – è un’intesa molto importante perché rafforza le relazioni tra le parti e conferma la centralità della contrattazione collettiva. A distanza di quattro anni dall’Accordo quadro, quello odierno è un passaggio decisivo per renderne finalmente operative le modalità di applicazione, anche alla luce delle trattative in corso per quasi tutti i rinnovi dei CCNL di comparto che, certamente, riceveranno ulteriore impulso da questo testo interconfederale. Nel merito – hanno proseguito Landini, Furlan e Bombardieri - sono state confermate, tra le altre cose, sia l’esigenza della continuità contrattuale, senza vacanza temporale rispetto alla scadenza dei precedenti contratti, sia l’articolazione in pari cogenza dei due livelli, nazionale e territoriale, promuovendo su tutto il territorio nazionale la pratica della contrattazione di secondo livello. L’intesa conferma il ruolo di autorità salariale del CCNL. Prevede, inoltre, un rafforzamento del sistema bilaterale di welfare che, nel comparto, copre tutti gli ambiti, a partire dalla formazione, dal fondo di solidarietà bilaterale e dalla sanità integrativa, con l’impegno di dotarsi anche della previdenza complementare. Un capitolo, infine, è riservato anche al tema della rappresentanza. Siamo, dunque, di fronte a un accordo significativo anche in relazione al momento di grave crisi sanitaria ed economica che stiamo attraversando. L’accordo è un segnale forte oggi nel nostro paese che evidenzia come il nostro sistema contrattuale e le relazioni industriali partecipative siano fondamentali – hanno concluso i tre leader confederali – per sostenere le attività economiche, consolidare l’occupazione e garantire le migliori tutele per le lavoratrici e i lavoratori, ed affrontare le sfide della emergenza sanitaria e del rilancio economico”.

 

Data articolo: Thu, 26 Nov 2020 09:53:01 +0100
Primo piano
25 novembre - Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne. Furlan: “Tolleranza zero” su ogni forma di molestia, ricatto e discriminazione delle donne nei luoghi di lavoro. La Cisl in prima linea con la contrattazione”

Locandina 2020 donne"Anche quest'anno la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne rappresenta un momento di forte mobilitazione e di denuncia collettiva contro i continui episodi di violenza, molestie, ricatti a danno di tante donne. (...) Discriminazioni, umiliazioni, violenza ed odio nei confronti delle donne non sono il passato, ma dominano il nostro presente e fanno regredire la nostra democrazia". Così la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, nella lettera al direttore de “Il Dubbio"e dalle pagine del quotidiano 'Avvenire'.  Nonostante la pandemia tante saranno le iniziative, contro tutte le forme di violenza, intimidazione e discriminazione nei confronti delle donne, a cui parteciperà anche la Cisl, "costantemente impegnata in un’azione di contrasto alla violenza e alle molestie nei luoghi di lavoro, meno visibile ma altrettanto diffusa".

“Non basta più indignarsi o chiedere anche pene più severe contro chi si macchia di questi orrendi crimini” prosegue Furlan ricordando l’impegno del sindacato, attraverso la contrattazione, per prevenire le forme di discriminazione sessuale e tutelare la donna in ogni ambito della vita civile. E fa di nuovo riferimento alle tante intese raggiunte dal sindacato per supportare le vittime di violenza e di molestie nei posti di lavoro. “Abbiamo fatto tanti accordi in questi anni, a livello nazionale e anche territoriale, per supportare le vittime di violenza e di molestie nei luoghi di lavoro con percorsi di accompagnamento e con l’intervento di tutta la rete antiviolenza. Ci sono tanti esempi di contratti di secondo livello in cui abbiamo elaborato un “codice di condotta” da applicare in ogni azienda per prevenire le violenze e il mobbing”. Per Furlan è necessario “rafforzare questa buona prassi, anche a livello europeo, promuovere in ogni luogo di lavoro una “tolleranza zero”, in modo da tutelare la dignità delle donne, la loro autonomia decisionale, accompagnale a ricostruire la loro vita.

"Il 2020 è stato un anno particolarmente difficile a causa di una pandemia sanitaria senza precedenti, che oltre a contare migliaia di vittime ogni giorno, mette in ginocchio tante famiglie per la perdita del lavoro"  sottolinea poi in una nota la leader della Cisl, ricordando come  la diffusione del Covid-19 abbia "determinato, purtroppo, anche un incremento delle violenze, soprattutto domestiche, documentato dalle agenzie statistiche più accreditate e da molti organismi internazionali, tra cui l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL)".
"Un altro importante passo contro la violenza e le molestie nel lavoro sarà la ratifica della Convenzione OIL 190 e dalla Raccomandazione n. 206 adottate nella Conferenza Internazionale dell’OIL a giugno 2019" osserva ancora Furlan auspicando quindi "una rapida e definitiva approvazione in Parlamento del disegno di legge, che ha già ricevuto il via libera da parte della Camera".

E conclude ribadendo: "La ricorrenza della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne impone una riflessione da parte di tutti i livelli dell’Organizzazione, su quanto è stato fatto e su cosa ancora si deve fare in termini di informazione e sensibilizzazione per favorire il necessario cambiamento culturale che deve portare al rispetto della donna, della sua dignità, del suo valore di persona nella collettività".

Il Manifesto per la 'Giornata mondiale contro la violenza sulle donne', che ha come slogan 'Insieme a Te non ci sto più',  "perché troppe donne continuano a subire soprusi e violenze, spesso in drammatica solitudine", è stato condiviso dalla Cisl con Cgil, Uil, Anpi, Arci, Libera ed è stato realizzato dal Maestro Ugo Nespolo.

Data articolo: Tue, 24 Nov 2020 09:01:12 +0100
Primo piano
Manovra. Cgil Cisl Uil al Governo Conte: "Servono impegni precisi e risposte nell’interesse del paese"

Landini Furlan Bombardieri18 novembre 2020 – “Nella manovra approvata dal Governo manca un vero progetto-Paese, contiene misure insufficienti per i lavoratori del Pubblico impiego, per le politiche attive, la scuola, la sanità, il fisco. Ed i pensionati sono ancora una volta penalizzati”. Così stamani Annamaria Furlan dalle pagine del quotidiano ‘Il Dubbio’ commenta la manovra il cui testo, dopo il via libera ieri del Consiglio dei Ministri, è atteso alla Camera e poi al Senato per la ratifica finale.

"Abbiamo ribadito ancora una volta che accanto alla manovra è necessario discutere l’utilizzo delle risorse europee, solo questo fa capire e ci da’ un’idea di futuro per il Paese” ha sottolineato ai microfoni di Labor tv. E poi mancano risorse su aspetti fondamentali.  Troppo poche le risorse per parlare di riforma del fisco, non ci sono risorse sulla non autosufficienza come mancano le risorse adeguate per il rinnovo dei contratti di pubblico impiego e sanità”.  

E sul tema del rinnovo si è soffermata anche nel suo intervento a Uno Mattina su Rai 1. “Il rinnovo è il giusto riconoscimento del lavoro delle persone” ha detto. “Questo vale per il pubblico impiego e per tutti i settori privati. La verità è che sta venendo meno il valore sociale del lavoro nel paese”. Vedi anche la scuola dove “i numeri delle assunzioni previsti dalla legge di bilancio non coprono nemmeno un quinto dei precari. E poi dobbiamo anche ridiscutere le varie tipologie contrattuali e riformare gli ammortizzatori sociali che vanno estesi a tutti i lavoratori”.  

Cgil Cisl Uil ieri dopo il sì del CdM hanno spiegato in una nota congiunta di aver posto nell’incontro svolto con il Presidente del Consiglio ed i Ministri dell’Economia e delle Finanze, del Lavoro e dello Sviluppo Economico "il tema di definire un nuovo metodo di dialogo costante nel tempo e fondato sul confronto preventivo all’assunzione delle decisioni. Di fatto la Legge di Bilancio  -si legge nella nota  - c’è stata presentata dopo l’approvazione nel Consiglio dei Ministri, a scelte quindi già fatte. Le decisioni economiche, produttive, sociali che il nostro Paese e l’Europa sono chiamati a compiere per ridurre le diseguaglianze esistenti, creare lavoro stabile e in risposta alla grave crisi sanitaria ed ambientale che stiamo vivendo, richiedono il massimo di condivisione, di unità e di coesione sociale". Così Cgil Cisl Uil in una nota congiunta all'indomani dell'incontro svoltosi in videoconferenza con il Governo.
"Per queste ragioni -. spiegano - abbiamo indicato da tempo nella protezione e creazione di lavoro di qualità, nel rafforzamento del sistema sanitario utilizzando tutte risorse disponibili a partire da quelle europee e a partire dal Mes sanitario e nell’istruzione, le priorità che rappresentano in questa fase complessa leve importanti per lo sviluppo e la crescita del paese, oltre che una risposta agli effetti sociali ed economici che la crisi pandemica sta determinando.
La legge di bilancio - prosegue la nota - si concentra sul sostegno e la difesa del nostro sistema produttivo e dei servizi e la protezione del lavoro anche recependo i positivi contenuti dell’accordo sulla proroga del blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione e rende strutturale la nuova detrazione sul lavoro dipendente, dall’altro deve essere ulteriormente qualificata e migliorata. È necessario infatti - oltre che intervenire sui temi che l’emergenza pandemica sta determinando – porre la basi della ripresa e della rinascita del paese a partire dagli investimenti pubblici finalizzati allo sviluppo sostenibile".
Per le tre confederazioni "appaiono non sufficienti le risorse previste per una giusta riforma fiscale, in relazione ad un obiettivo di un modello fiscale complessivo, ben rimodulato, quale strumento di equità e di crescita, che riduca la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti e pensionati.
Allo stesso modo è necessario rafforzare la contrattazione pubblica e privata: ciò significa - ricordano - introdurre la defiscalizzazione degli aumenti contrattuali e incrementare in legge di bilancio le risorse finanziarie per i contratti pubblici, che allo stato valutiamo insufficienti per un rinnovo dignitoso e capace di avviare una reale riforma e digitalizzazione della pubblica amministrazione. I settori pubblici soprattutto in questa fase devono essere rafforzati per contrastare il progressivo impoverimento a cui negli anni che abbiamo alle spalle sono stati sottoposti, per questa ragione, appare non più rinviabile, un piano di assunzioni che consenta soprattutto nei settori più esposti – sanità e istruzione e servizi educativi in particolare - di rispondere agli effetti più pesanti dell’emergenza sanitaria e sociale.
Sul lavoro - aggiungono - ribadiamo la volontà di continuare a confrontarci sul tema del cambiamento della riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive: occorre rapidamente raggiungere una sintesi in relazione sia agli effetti della pandemia che in relazione alle profonde trasformazioni che il mercato del lavoro sta attraversando. Ma per fare ciò, è necessario che già nella legge di bilancio siano collocate maggiori risorse per questo obiettivo, a partire dal rafforzamento dei Contratti di Solidarietà, dal prolungamento della Naspi, potenziamento dei centri per l’impiego e politiche attive del lavoro che giudichiamo non sufficienti, comprese le necessarie tutele ai lavoratori più fragili.
La Legge di Bilancio recepisce solo in parte le proposte emerse nel confronto tra il Governo e i Sindacati sulla previdenza. Ed in particolare vanno rafforzati Ape sociale, isopensione, quattordicesima e va individuata una soluzione definitiva per gli esodati.
Riteniamo inoltre inaccettabile che ancora una volta manchino in legge di bilancio le risorse e il quadro di riferimento per affrontare il tema della non autosufficienza che ha impatti pesanti nella condizione materiale delle famiglie e delle donne in particolare.
Infine, riscontriamo nella legge di bilancio l’assenza di un disegno sistemico per una nuova politica industriale e dello sviluppo collocata in un quadro che possa rispondere in modo coordinato alle sfide che il paese ha di fronte: si conferma infatti la scelta di utilizzare lo strumento dell’incentivazione e della decontribuzione senza definire le necessarie condizionalità a partire dall’applicazione dei CCNL e dal contrasto alla precarietà e la necessaria cornice che sappia indirizzare le risorse ai settori strategici e a quelli più in crisi.
Su questi punti chiediamo al Governo di assumere impegni precisi, pienamente disponibili ad affrontare con responsabilità così come accaduto nella fase più difficile della pandemia, le singole partite. Ma vanno date risposte che consentano oggi di fare, tutti insieme, passi avanti nell’interesse collettivo del Paese.
Così come chiediamo con urgenza di aprire un confronto sulle priorità delle risorse di Next generation EU che riteniamo decisive per la ripartenza e per avviare una pagina e una stagione nuova improntata ad un modello di sviluppo che sappia dare le risposte alle tante disuguaglianze di genere, territoriali e sociali del nostro paese, che sappia cogliere le sfide dell’innovazione e della riconversione ecologica e che determini le condizioni per creare occupazione e benessere" conclude la nota.

Data articolo: Tue, 17 Nov 2020 18:35:31 +0100
Primo piano
Manovra. Furlan: "Manca un vero 'progetto' paese. Insufficienti le risorse per pubblico impiego, politiche attive, scuola, fisco. Pensionati ancora una volta penalizzati"

Incontro 17 novembre 202018 novembre 2020 - "La legge di Bilancio non prevede risorse sufficienti per le politiche attive, per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, per la sanità, per la riforma del fisco, per la non autosufficienza". Questo il giudizio espresso dalla segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, nell'incontro di ieri sera con il governo sulla manovra. "Ci sono questioni importanti che da tempo sollecitiamo al Governo e le abbiamo sollecitate ogni volta che ci si è visti ma la conseguenzialità non la riscontriamo: 500 milioni per le politiche attive non bastano e l'abbiamo detto a più riprese. Sappiamo - ha spiegato Furlan - che il 2021 sarà un anno delicato e sappiamo bene quello che potrà bastare e quello che non basterà. L'asticella dei licenziamenti a marzo non è distante e quindi prolungare la Naspi e rafforzare le politiche attive è per noi fondamentale. Ma le politiche attive si fanno con gli investimenti nelle strutture che dovranno incrociare domanda e offerta, i servizi per l'impiego. Lo stesso - ha detto ancora Furlan -vale per la questione della Pubblica amministrazione e non ci riferiamo solo al ruolo svolto da tanti settori pubblici per aiutare il paese nel contrasto alla pandemia. Nel settore privato i contratti vanno avanti e questo succede perché le aziende come i lavoratori hanno necessità della contrattazione per funzionare e per crescere. Per il pubblico impiego questa è la seconda legge di bilancio che non stanzia le risorse per un contratto dignitoso. Non potremo mai fare un contratto più basso per i lavoratori di quello rinnovato qualche anno fa".

“Abbiamo calcolato che ci vorrebbero più di un miliardo per poter rinnovare il contratto del Pubblico impiego, per dare ai lavoratori e lavoratrici ciò che gli è tato riconosciuto”. Ha ripetuto stamattina Furlan ai microfoni di Radio24 commentando l’incontro che Cgil Cisl Uil hanno avuto ieri sera con il Premier Conte e tornando a sostenere che i 400 milioni aggiuntivi stanziati nella manovra non bastano. "Se si trovano gli altri 600 milioni ci sono le condizioni per sedersi ad un tavolo e aprire la trattativa", ha affermato. Il pubblico impiego è stato 8 anni senza rinnovare il contratto. L'ultimo è già scaduto da due anni", ha ricordato. "E' attraverso la contrattazione che si guida, si gestisce il cambiamento. Non possiamo definire tanti lavoratori e tante lavoratrici, in particolare della sanità come eroi, e poi non stanziare le risorse per rinnovare un contratto ormai scaduto. Il governo è anche datore di lavoro, in quanto Stato, verso 3 milioni di lavoratori e l'indifferenza verso il contratto non è ammissibile. Non lo permettiamo ai privati, figuriamoci allo Stato", ha detto ancora .

Ieri sera, rivolgendosi al Presidente del Consiglio Conte, nel corso dell’incontro con i sindacati, Furlan aveva sottolineato “Spero che Lei voglia caratterizzare il suo governo per un dialogo sociale serio. Vanno messe risorse adeguate per rinnovare i contratti pubblici. Questo Governo è il primo che non taglia, anzi investe, sulla sanità. Ma "e' evidente che anche le risorse stanziate per la sanità non sono sufficienti ed è questo il motivo per cui sollecitiamo l'utilizzo del Mes sanitario. Preghiamo quindi il Governo - ha proseguito - di non sottovalutare questa necessità per dei lavoratori messi a dura prova dalla sfida della pandemia. 'Un’altra esigenza che poniamo - ha sottolineato - è poi quella della riforma fiscale consapevoli che il fisco se ben rimodulato è un potente strumento di equità. In questo caso lo spostamento al 2022 e le risorse allocate nel 2021 non rispondono alle aspettative di giustizia e di equità sociale. Cosi come la non autosufficienza che di finanziaria in finanziaria continua a non essere un obiettivo del Governo. Gli anziani sono esclusi dalla finanziaria perché ancora una volta per loro manca la rivalutazione delle pensioni. Con Ciampi facemmo un accordo concertativo sulla politica dei redditi, salvando l'Italia. Anche con Prodi facemmo un accordo storico. Con lei non partiamo dall'anno zero. Dobbiamo decidere se caratterizzarci a quei momenti alti di dialogo o con altri momenti meno positivi con altri Governi".

E tornando a parlare a Radio24 di Pubblico Impiego “Se si trovano gli altri 600 milioni ci sono le condizioni per aprire la trattativa. In tutti i settori quando non riusciamo a rinnovare i contratti per evidenti chiusure della controparti, uno degli strumenti è lo sciopero. Lo abbiamo fatto per i settore alimentare, per i metalmeccanici, e lo faremo laddove sarà necessario. Non si fa a cuor leggero perché quel giorno il lavoratore non ha il riconoscimento della giornata lavorativa in busta paga. Finora non ho ancora trovato nessun lavoratore che si sia lamentato.  Le critiche vengono da intellettuali, giuslavoristi, politici ma non da lavoratori e l’opinione pubblica viene 'convogliata' rispetto allo spaccare l’unità dei lavoratori. Nel Pubblico impiego abbiamo una media stipendiale che è intorno ai 1100-1200 euro, il rinnovo del contratto significa che molte famiglie avranno un’occasione in più per pagare l’affitto regolarmente. Non è un momento per spaccare ma per unire. Il contratto è fondamentale per la vita di tante famiglie ma anche per cambiare la pubblica amministrazione”.

Abbiamo rilevato come nella manovra che ci hanno presentato non si parli di crescita né di progetto paese. Accanto alla manovra andrebbe discusso il Recovery fund, cioè come organizzare le risorse che arriveranno dall’Europa, come verranno utilizzate per la crescita e per il lavoro. Una lacuna che abbiamo rilevato sono i fondi per le politiche attive per il lavoro, le cifre sono del tutto insufficienti. Abbiamo bisogno di un confronto serio e a tutto tondo a partire dalla manovra fino al Recovery Fund", sottolinea Furlan. “Di fatto di politiche attive se ne è sempre fatto nulla in questo paese, attraverso la formazione - e ciò vale per i giovani disoccupati ma anche per tanti lavoratori che non sono più propriamente giovani- abbiamo bisogno di accompagnare anche gli uomini e le donne del lavoro da un lavoro all’altro. Servono investimenti ma anche dialoghi diversi tra scuola, territorio, impresa. Fin ora non abbiamo visto nulla. Spero che il confronto che abbiamo aperto sulle politiche attive approdi da qualche parte importante perché abbiamo convinto il governo a prorogare cassa Covid e licenziamenti ma questi mesi devono essere dedicati alla crescita a e allo sviluppo ma anche ad una riforma forte di ammortizzatori sociali e politiche attive”.

E sempre nell'inconto con il premier, Furlan aveva sottolineato come le assunzioni previste "non ricoprono neanche un quinto del precariato del  comparto". “Il chiudere la scuola -tornando stamattina sull'argomento- è stato sempre metodo doloroso per quello che rappresenta la scuola, ovvero il futuro dei giovani. Per non chiudere, pero', dovevamo per tempo creare le condizioni perche' non fosse necessario farlo con interventi molto forti di sicurezza sulla scuola, ad esempio il medico scolastico, l'organizzazione dei mezzi pubblici o la stabilizzazione dei precari". E sempre nell'inconto con il premier, Furlan aveva sottolineato come le assunzioni previste "non ricoprono neanche un quinto del precariato del  comparto".

Data articolo: Tue, 17 Nov 2020 08:39:37 +0100
Primo piano
Lavoro. Furlan : "L'Enciclica “Fratelli Tutti” di Papa Francesco, un messaggio di grande chiarezza che ci aiuta ad orientarci in questo momento così complesso per l’umanità"

webinar Enciclica 13 nov13 Novembre 2020 - La potenza dell’ Enciclica “Fratelli Tutti “ di Papa Francesco e’ nella straordinaria charezza del suo messaggio”.Così la Segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan nel suo intervento al Convegno on-line organizzato dalla confederazione di via Po, per approfondire, in particolare, i temi della dignità del lavoro e della giustizia sociale alla luce dei preziosi messaggi contenuti nell’ultima Lettera Enciclica di Papa Francesco.
Il webinar, moderato dal Direttore di ‘Avvenire’ Marco Tarquinio, è stato introdotto da Giuseppe Gallo, Presidente della Fondazione Ezio Tarantelli e ha visto tra gli altri interventi quello di Alessandro Rosina, Professore Ordinario di Demografia e Statistica sociale, Università Cattolica Milano e del Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna.
“Le mie riflessioni sull’enciclica ,  - ha proseguito la leder della Cisl - ci pongono davanti tante aspettative, tanti bisogni degli uomini e donne del lavoro, di chi il lavoro ce l’ha, di chi lo cerca e di ha lavorato tanti anni, il lavoro tiene insieme tutte le generazioni ma io credo ci dia anche tanti indirizzi importanti da valorizzare e che possono diventare, nel rispetto dei nostri valori, una bussola per come muoverci in questo momento così complesso, inquietante ma anche ricco di possibilità e aspettative, che stiamo vivendo”.

"La leader della Cisl è poi  tornata a porre l’accento su uno dei temi al centro dell’enciclica di Papa Francesco: il concetto di fraternità,  ricordando come ”l’utilizzo trasversale del termine fratellanza sia più impegnativo del termine solidarietà. Si può essere solidali - osserva –senza di fatto cambiare la tua vita quotidiana, dipende da come vivi la solidarietà. Il tema della fraternità- sottolinea -ha implicito in se il tema della giustizia sociale e del riconoscimento dell’altro. E fraternità - tiene a precisare - non è solo la solidarietà, va molto oltre. La fratellanza ti obbliga e ti chiede di fare questo passo avanti straordinario, di sporcarti le mani, di vivere con gli altri, di essere lì. L'’enciclica - ricorda Furlan - mette al centro la dignità della persona in quanto tale. Nell’ultimo congresso, impostato sulla centralità della persona e il vivere le periferie, quando abbiamo scelto i progetti per portare la Cisl nelle periferie abbiamo scelto di andare e stare nelle periferie. Il tema della fratellanza è il filo di unione in tutta l’enciclica, come si vive in fratellanza riconoscendo l’altro da fratello, sorella e non da lontano ma vivendo in vicinanza anche rispetto a scelte internazionali, dell’ambiente, al dialogo interreligioso. E’ fondamentale la reciprocità di come riconosco l’altro, implica un dialogo tra le religioni molto forte, fortemente marcato in tutta l’azione di questo pontificato e della chiesa in questo contesto storico che va al di là dell’oggi. Il riconoscimento e il dialogo sono indispensabili nella creazione della Pace" sottolinea la leader della Cisl.

"Papa Francesco  - ricorda Furlan - chiama tutti gli uomini e le donne ad essere artigiani costruttori della Pace. Su questo dobbiamo lavorare molto per capire come una grande organizzazione come la Cisl possa diventare artigiana della pace, ma anche interrogando ognuno di noi come essere umano, ogni giorno nel suo agire è artigiano di pace. L’essere costruttore di pace, riconoscere l’altro e riconoscere le differenze dell’altro come elemento di ricchezza straordinario in una comunità, costruire la pace, tutto ciò ci interroga sulle nostre scelte".

Ed infine un  termine molto caro alla Cisl, ed evocato dal Papa nell’Enciclica:  “patto sociale” che per la leader della Cisl "significa creare ogni giorno condizioni di dialogo, di condivisione delle scelte, di vicinanza, per non far sentire escluso nessuno, a partire dagli anziani, dai giovani, dalle donne, dagli immigrati”.

Data articolo: Fri, 13 Nov 2020 12:31:17 +0100
Primo piano
Emergenza Covid. Cgil Cisl Uil incontrano il Ministro della Salute, Speranza: "Occorre una riforma strutturale, investire nell’assunzione di personale, medicina del territorio, non autosufficienza, rinnovare i contratti"

Incontro cgil cisl uil Speranza7 novembre 2020 - Positivo l’incontro che si è tenuto questa mattina in video call tra Cgil Cisl e Uil confederali e di categoria e il ministro della Salute Roberto Speranza. Le tre Confederazioni hanno illustrato le priorità necessarie ad affrontare la seconda fase della pandemia, nella prospettiva, però, di mettere le fondamenta per potenziare e rilanciare il SSN attraverso interventi di carattere strutturale.
Tre i pilastri su cui investire prioritariamente: personale, territorio, cronicità e non autosufficienza.
“L’emergenza Covid va affrontata in un quadro di rilancio del SSN, a partire dal rafforzamento della sanità pubblica”, hanno affermato Landini, Furlan e Proietti, “serve un piano straordinario di assunzioni, di stabilizzazioni e di superamento del precariato”. “Necessitano quindi nuove risorse a cominciare da quelle da stanziare nella prossima legge di Bilancio e ne occorrono di più rispetto ai 4 miliardi previsti”.
Per Cgil Cisl e Uil investire nel personale significa anche procedere rapidamente al rinnovo del contratto scaduto da due anni e liberare le risorse per la contrattazione integrativa per dare risposte agli operatori sanitari impegnati in lunghi turni di lavoro.
Potenziare la rete dei servizi socio sanitari sul territorio deve essere il fulcro centrale del rilancio del sistema sanitario; integrazione indispensabile per la presa in carico efficace dei cittadini, soprattutto dei più fragili.
Occorre investine nei servizi di prevenzione e profilassi.
Per Cgil Cisl e Uil “È arrivato il momento di approvare rapidamente una legge quadro sulla non autosufficienza che abbia nell’assistenza domiciliare uno degli strumenti importanti di azione”.
Il diffondersi della pandemia, hanno sostenuto ancora, Landini, Furlan e Proietti rende indispensabile “Aggiornare i Protocolli per aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro. Inoltre, andrebbe convocata una conferenza nazionale per predisporre un Piano nazionale sulla prevenzione”.
C’è poi un’emergenza nell’emergenza, la Calabria. Per le tre Confederazioni è estremamente urgente intervenire in quella regione per far tornare il SSR ai livelli di efficienza necessari a garantire il diritto alla salute ai cittadini e alle cittadine calabresi. Il ministro Speranza ha ricordato di aver portato in Consiglio dei Ministri un decreto specifico e si è impegnato a sollecitare ulteriori interventi.
Infine, i leader sindacali hanno sostenuto la necessità di sedi e luoghi di confronto costante sui singoli temi, a cominciare da come utilizzare le risorse del Recovery Fund e quelle del Mes - rispetto al quale va superato da parte del Governo ogni indugio - che vanno attivate rapidamente.
L’incontro si è concluso con l’impegno di rivedersi in tempi brevissimi per avviare tavoli di approfondimento sui temi posti e in particolare su finanziamenti, personale, rafforzamento del territorio e non auto sufficienza tra governo, confederazioni e categorie.
Cgil Cisl e Uil nei prossimi giorni presenteranno una Piattaforma complessiva sul riordino del Sistema socio sanitario.

Data articolo: Sat, 07 Nov 2020 14:26:30 +0100
Primo piano
Lavoro. Furlan: "L'Enciclica di Papa Francesco, Fratelli tutti, un messaggio universale di grande cambiamento per l’umanità"

Foto conv Enciclica Fratelli tutti5 novembre 2020 -  “Il messaggio universale, alto, importante che Papa Francesco ci ha dato con la sua ultima enciclica “ Fratelli tutti” e’ che ciascuno di noi deve impegnarsi con responsabilita’ per cambiare questo nostro mondo e cambiarlo in meglio” .
E’ quanto ha sottolineato oggi la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, concludendo il convegno “‘Fratelli tutti’, l’impegno della Cisl per la Calabria, come aprire nuove strade”, organizzato in tele conferenza dalla Cisl Calabria cui hanno partecipato Tonino Russo, Segretario generale della Cisl Calabria, Francesca Puglisi, Sottosegretario Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Natale Mazzuca, Vicepresidente Confindustria Nazionale, Monsignor Francesco Savino, Vescovo di Cassano allo Ionio, Delegato Pastorale della Salute e Pastorale Giovanile Conferenza Episcopale Calabria, Gianluca Gallo, Assessore Regione Calabria, Klaus Algieri, Presidente UnionCamere Calabria.

http://youtu.be/lXvQrPodYfA  “‘L’Enciclica 'Fratelli tutti' è un monito forte a cambiare le priorità, i paradigmi, i comportamenti, cambiare il nostro modello economico e sociale. E’ un messaggio globale di fraternità che interroga ciascuno di noi rispetto al proprio ruolo, individualmente e collettivamente. Per questo la Cisl farà una riflessione anche a livello nazionale il prossimo 13 novembre. La fratellanza è una scelta di modello politico sociale ed economico, va al di di la’ del concetto di solidarietà. Non c’e’ fratellanza se non si riconoscono le differenze in una societa’ globalizzata, se si erigono muri, se non c’e’ pluralismo che e’ sinonimo di liberta’ e di giustizia. Fratellanza significa soprattutto rispetto della dignità della persona. E se non c’è lavoro non c’è dignità della persona. Papa Francesco dice in maniera chiara che il lavoro è indispensabile per vivere come comunita’, come popolo” , ha aggiunto la leader Cisl facendo notare come  parlare di 'popolo del lavoro' come fa Papa Francesco,  "messaggio che la Cisl fa proprio da tanto tempo", sia un messaggio "alla radice della dottrina sociale della chiesa ma mai esplicitato in un modo così forte. Questo è il grande pregio del nostro Pontefice: parlare al cuore, alla testa e alla responsabilità collettiva e individuale , lasciando poco spazio a interpretazioni fuorvianti”.

"Papa Francesco parla di patto e pace sociale,  - ricorda Furlan - dei soggetti del lavoro, dei mediatori sociali come gli artigiani. Noi siamo artigiani di questo patto sociale e ogni giorno ci dobbiamo interrogare sul come riusciamo a costruire questa volontà di centrare la dignità della persona e del popolo attraverso il tema del lavoro. E’ un messaggio straordinario che il nostro papa ci dà ma anche responsabilizzazione rispetto agli attori del ruolo sociale, quindi ai sindacati ma anche al mondo dell’associazionismo datoriale. Attraverso il lavoro rispettare il ruolo della persona".

La leader della Cisl prosegue nella sua riflessione su alcuni temi globali dell’enciclica citando la frase di importante del Papa 'non c’è pace senza giustizia sociale': "Non è una frase scontata, - osserva - viviamo in un mondo dove anche il vivere in un paese in pace, cioè che non è coinvolto in una guerra, non sempre significa essere in un paese dove c’è giustizia sociale. Il tema della democrazia, della libertà, della giustizia sociale è un un tema interroga il mondo globalizzato e dentro il mondo globalizzato anche quella parte di mondo occidentale dove non sempre alla democrazia riusciamo a garantire anche la giustizia sociale che è la grande sfida che abbiamo davanti. Per vivere in democrazia è indispensabile la giustizia sociale, anche noi in Italia, che non è ultimo paese rispetto al suo sistema sociale e di welfare, dobbiamo fare molto cammino per creare una giustizia sociale che ci fa vivere democrazia e libertà in modo pieno" sottolinea.
Ed è su questo che si inserisca "fortemente un altro concetto fondamentale dentro l’enciclica ma anche dentro il pensiero di papa Francesco nei sui anni di pontificato: la questione dello scarto. Scarto intesto non solo rispetto all’ambiente, e al territorio ma che comprende gli anziani, i giovani, i poveri le tante forme di schiavitù ancora presenti nel mondo" E sottolinea come la sfida alta sia "riuscire ad individuare con chiarezza anche in Italia, in Europa cosa è lo scarto. E trovare nel lavoro l’antitesi allo scarto".

Qiuanto al ruolo della politica toccato dal Papa nell'enciclica, - "ruolo altissimo per la creazione di un futuro di benessere, e gli dà una grossa responsabilità" - Furlan sottolinea: "dobbiamo essere gli artigiani di uno strumento sociale umano che mette al centro la persona. Dobbiamo mettercela tutta per creare condizioni migliori per le generazioni future: dobbiamo trovare un equilibrio tra il trovare il lavoro e mantenere la salute. Creare il giusto nel rispetto ambientale, nel rispetto del lavoro. Se assumessimo fino in fondo questa scelta alcuni drammi che stiamo vivendo, tipo la questione dell’Ilva, troverebbero soluzioni migliori rispetto ai disastri che stiamo vivendo. Non saper gestire la transizione, un peso che sento enorme sulle spalle".
"Ma il  tema della responsabilità-  individuale e collettiva - è trasversale in tutta l’enciclica -ricorda Furlan osservando come ancora "molto vada fatto in questo senso, in termini di responsabilità".
"Sono rimasta molto stupita che la Calabria sia nella zona rossa, insieme a regioni con tasso di contagio maggiore. Mi interrogo però su una cosa: quanto incide su questo la salute molto scarsa del sistema sanitario di questa regione? E quanto il dibattito sul Mes davvero è lontano anni luce rispetto ai bisogni che ci sono. Abbiamo visto in questi ultimi 10 anni, un taglio alla sanità di oltre 37 miliardi, un taglio che ha messo a posto i conti della nostra sanità nazioanle a scapito della sanità territoriale che è stata resa fatiscente, dove c’era, e completamente sconosciuta in altre realtà.
Quando ci interroghiamo sulle responsabilità collettive e individuali e facciamo le scelte dobbiamo partire da cosa è il bene comune e quali sono le priorità. Noi tutti dobbiamo chiedere alla politica di superare i muri e gli steccati e fare quello che fanno in altri paesi europei: stringersi intorno ad un paese che sta attraversando un momento drammatico e far prevalere, invece che gli interessi specifici della politica, quelli della collettività. Lo stesso vale per il lavoro. Per creare un paese in cui fondamentale sia la centralità della persona non posso prescindere dal lavoro.
Oggi c’è stato lo sciopero dei metalmeccanici per il rinnovo del contratto, come associazioni, parti sociali e associative, dobbiamo svolgere un ruolo importante, dobbiamo lavorare insieme perché le vertenze si chiudano, perché si trovi il giusto compromesso attraverso un confronto costruttivo. Il nostro ruolo è quello di sostenere, accompagnare e rafforzare il confronto affinché si arrivi alla soluzione del contratto come è successo per la sanità privata. Da domani lavoriamo tutti affinché si apra il tavolo per il rinnovo dei metalmeccanici e di tutti quei lavoratori pubblici e privati che sono in attesa da anni. Ci vuole molta serietà anche nella contrattazione perché per creare la dignità della persona e la dignità del lavoro dobbiamo rispostare dall’economica speculativa all0economia del lavoro ma anche sino in fondo giocare il nostro ruolo della contrattazione" ha concluso la Segretaria generale della Cisl.

 

 

Data articolo: Thu, 05 Nov 2020 13:54:09 +0100
Primo piano
Incontro governo-sindacati: raggiunta l’intesa sulla proroga della cassa covid e sul blocco dei licenziamenti Furlan: ”Un passo avanti fondamentale. La decisione del governo consente un minimo di serenita' alla nostra gente”

Roma, 30 ottobre 2020 – "Essere usciti questa sera con una intesa ci consente di affrontare le giornate complicate per il paese e nei luoghi di lavoro con uno spirito positivo. E' un passo avanti fondamentale, ci contavamo tanto". Così la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, al termine dell’ incontro svoltosi in videoconferenza con il premier Giuseppe Conte insieme ai leader di Cgil e Uil Maurizio Landini, e Pierpaolo Bombardieri. Al centro dell'incontro - il secondo dopo il tavolo del 28 ottobre scorso - il nodo relativo alla proroga del blocco dei licenziamenti e la richiesta dei sindacati di prolungarlo oltre il 31 gennaio come previsto, assieme ad una nuova Cassa Covid. (VIDEO)
“La decisione assunta dal governo consente di dare sicuramente un minimo di serenità alla nostra gente. Va dato atto al Presidente del Consiglio, che ringraziamo, di avere compreso le ragioni e le preoccupazioni espresse in queste giornate dal sindacato" ha proseguito la leader della Cisl. "La soluzione trovata ci offre un respiro lungo e rasserena tante persone che noi rappresentiamo e ci consente di lavorare alacremente per cambiare gli strumenti degli ammortizzatori e delle politiche attive che sicuramente si sono dimostrate fragile e deboli per tanti lavoratori. Rimangono aperte naturalmente le questioni che abbiamo posto sulla Legge di bilancio, su cui contiamo di avere nei prossimi giorni un confronto chiaro e produttivo con il Governo a cominciare dalle risorse per il rinnovo dei contratti pubblici e per la legge sulla non autosufficienza" - ha concluso.

"È un buon risultato per le lavoratrici e i lavoratori e per il Paese" sottolineano Cgil Cisl e Uil in una nota congiunta spiegando che il governo ha accettato la richiesta delle tre confederazioni di prorogare nella Legge di Bilancio 2021, 12 settimane di cassa integrazione Covid (gratuite per le imprese) ed il conseguente blocco dei licenziamenti fino al 21 marzo 2021.

"Contemporaneamente- annunciano -  si avvia già dalla prossima settimana un confronto sulla riforma degli ammortizzatori sociali e sulle politiche attive del lavoro. Inoltre saranno calendarizzati una serie di incontri per discutere della Legge di Bilancio (Sanità, non autosufficienza, Riforma Fiscale, rinnovo dei CCNL, Scuola, Istruzione, Pubblica Amministrazione, Politiche industriali e politiche e tutele per tutti i settori maggiormente colpiti dal decreto Ristori) e dei Fondi europei" conclude la nota congiunta.

Data articolo: Fri, 30 Oct 2020 19:00:33 +0100

Le notizie sul lavoro, ricerca lavoro e pensioni

Offerte lavoro, concorsi, bandi

Offerte lavoro su Adecco Offerte lavoro su trovilavoro.it Offerte lavoro su sordelli.net Annunci offerte lavoro da repubblica.it News lavoro da livesicilia.it Offerte lavoro da cercolavoro.com News offerte lavoro professionearchitetto.it Concorsi presso Corpo VV. Fuoco News offerte lavoro cliclavoro.gov.it News cliclavoro.gov.it News concorsi pubblici da CGIL News lavoro concorsi.it Offerte lavoro da infojobs.it News da biancolavoro.it News da informagiovaniroma.it

Notizie da INPS e notizie sulla Pubblica Amministrazione

News INPS Ultimi Video INPS youtube Video tutor INPS youtube News per gli amanti delle action figures News raggiungere età pensione News sul lavoro da dati.gov.it News Ministero lavoro e politiche sociali News concorsi Ministero Giustizia News formez.it(Governo)

Aspetti normativi del lavoro per imprese: diritto, previdenza, sicurezza

News da Agronotizie Sicurezza sul lavoro da sicurezza.it News da lavorofisco.it Diritto lavoro da Studio Cataldi

I sindacati

News primo piano da cisl.it Notizie da cisl.it Comunicati stampa da cisl.it Scioperi e vertenze (CGIL) Salute e sicurezza nel lavoro (CGIL) Contratti e accordi (CGIL) News interventi sul territorio (CGIL) News welfare e previdenza CGIL Tutte le notizie da CGIL News per gli amanti delle action figures